11-09-2001, il giorno che ha cambiato la storia

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Sono passati 13 anni da quel drammatico giorno. Ma è come se fosse ieri. Quasi tutti ricordano perfettamente dove si trovavano e cosa stavano facendo quando una telefonata ha cambiato il corso della giornata… e non solo.

“Ehi Roberto, cosa stai facendo?” Era mio padre che mi chiamava, trafelato, da Roma.

“Niente di particolare papà, sto in ufficio, come al solito” risposi perplesso. Una telefonata troppo strana ed in un orario insolito come il primissimo pomeriggio.

“Beh, accendi la televisione, su qualunque canale, perchè qui mi sa che è scoppiata la terza guerra mondiale!” mi disse, e ci demmo appuntamento più tardi per un aggiornamento.

Non capivo, ma non potevo aspettare.

Trovai il televisore, spento, in un altra stanza degli uffici dove lavoravo all’epoca. Lo accesi. Mandava a ripetizione le immagini di un incidente aereo. Si vedeva un grosso velivolo che planava in cabrata verso un grattacielo di New York. Tutti commentavano, qualcuno parlava di un incidente, altri di un attentato, altri di un dirottamento maldestro e drammaticamente conclusosi. Dopo pochi minuti la scena che ti ghiaccia il sangue e ti resta impressa come una cicatrice. Un aereo si avvicina ad un altro edificio. Le telecamere zoomano. Non ci sono dubbi, sarà un altro impatto. Terribile. Fuoco ovunque, l’edificio regge a malapena, squarciato nel suo intimo da un impatto troppo importante e drammaticamente vero.

Per un attimo si può pensare: ma no, ma dai, non è possibile, al centro di New York, saranno le riprese di qualche nuovo film sulla fine del mondo o sugli attacchi alieni.

Poi le notizie iniziano a farsi più precise: ci sono altri due aerei in volo senza controllo. Un velivolo fa rotta sul Pentagono, il cuore e l’anima militare degli Stati Uniti. Un altro ancora è a metà strata tra Philadelphia e Washington.

E poi le immagini. Terribili ed indimenticabili. Uomini che disperati volano giù da torri che stanno per crollare: morte certa ma almeno immediata piuttosto che soffocare sotto i calcinacci. Coraggiosi vigili del fuoco che cercano di raggiungere il luogo del disastro. Persone che fuggono terrorizzate: hanno tutte lo stesso colore: bianco farina. Prima del crollo. Due torri gemelle, le Twin Tower’s, simbolo economico del mondo occidentale, che si accartocciano mietendo chissà quante vittime. Si parla di 5000, 10000 persone potenzialmente al lavoro in quegli uffici.

E gli Stati Uniti si scoprono vulnerabili, deboli, attaccabili.

Non era mai successo.

Quel giorno facemmo conoscenza con un signore, un certo Osama Bin Laden. Gli Stati Uniti giurarono vendetta. Con tutto quello che ne è scaturito, vero, falso e costruito che sia.

Di fatto oggi è l’anniversario di un giorno che, comunque siano andate le cose e qualunque sia la verità “vera” rimarrà nella nostra memoria e negli occhi di tutti quelli che l’hanno vissuta.

Il giorno che ci ha fatto entrare nel terzo millennio e che ha cambiato la storia moderna. Di cui ancora oggi, pesantemente, portiamo addosso il peso.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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