11 settembre: il giorno che cambiò la storia del nostro mondo

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Uno spartiacque. Un giorno che i più giovani mandano a memoria, come uno dei più “importanti” della storia. Come noi, con qualche anno in più e qualche capello in meno abbiamo mandato a memoria date come il 4 novembre, il 2 giugno, il 9 novembre o il 25 aprile.

Giorni in cui è “successo” qualcosa che ha segnato una svolta. Una vittoria, una sconfitta, un traguardo collettivo e condiviso.

IL GIORNO NERO

L’11 settembre del 2001 negli Stati Uniti si consumarono gli attentati terroristici che hanno cambiato le nostre vite. I kamikaze di Al Qaeda, l’organizzazione jihadista comandata per anni da Osama Bin Laden, dirottano quattro voli civili facendo schiantare due aerei contro le Torri Gemelle del World Trade Center di New York, causando il collasso di entrambi i grattacieli. Un terzo aereo viene dirottato contro il Pentagono, mentre il quarto, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca, precipita in Pennsylvania.

Fu in quell’occasione che il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha dichiarato guerra al terrorismo, con tutto quello che ne è seguito.

2.997 MORTI

Negli attentati morirono quasi 3mila persone e il mondo ebbe un sonoro schiaffone e si svegliò meno sicuro.

Nomi e volti che sono noti e che ogni anno vengono ripetuti come un triste mantra e un dovere collettivo in quello che oggi resta delle Torri Gemelle, a “Ground Zero”.

Come ogni anno si terranno delle commemorazioni ufficiali a New York, nella piazza del memoriale dell’11 settembre sul sito del World Trade Center. La cerimonia comincerà intorno alle 8.30 ora locale, le 14.30 in Italia, e prevede la lettura di tutti i nomi nelle vittime.

Ma non a tutti i nomi si è riuscito, fino ad ora, a dare un corpo. Ci sono famiglie che ancora, dopo 16 anni, non hanno un luogo dove portare un fiore ai propri cari.

Sono soltanto, infatti, 1.641 le vittime i cui resti sono stati riconosciuti dalla scienza, su un totale di 2.753. Solo il 40% di quanti morirono nel 2001. I medici legali ancora al lavoro, stanno continuamente facendo ricorso alle nuove tecnologie per esaminare al meglio i campioni di Dna. E di resti umani ce ne sono eccome. Sono quasi 22mila i resti ancora da associare ai nomi dell’attentato di New York. Basti pensare che solo nel 2013 parti di più di venti vittime furono trovate nei camion di macerie scavate dalle compagnie che lavoravano alla ricostruzione.

Ed il lavoro continua, per cercare di restituire volti e nomi ad una delle più nere pagine della storia moderna. Quando il mondo occidentale smise di sentirsi al sicuro nel giorno che ha fatto scoccare la madre di tutte le scintille che hanno incendiato il ventunesimo secolo e che ancora alimentano guerre e massacri in tutto il nostro pianeta.

 

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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