27 ottobre 1991: il rogo del Petruzzelli

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La notte del 27 ottobre 1991 rimarrà impressa per sempre nella mente di tutti i baresi.
Alle prime luci dell’alba, un terribile incendio, appiccato ad arte, devastò il teatro Petruzzelli, simbolo e vanto della città.
Era una domenica mattina, poche ore dopo la conclusione di una rappresentazione serale della “Norma” di Bellini che, per ironia della sorte, termina proprio con un rogo.
Bari si svegliò con le sirene dei vigili del fuoco e col fragore dei vetri in frantumi. L’incendio, acceso nella notte, era divampato rapido nella platea del teatro, arrivando a distruggere anche la zona del palcoscenico, provocando il crollo della cupola e trasformando rapidamente il teatro in un guscio vuoto.
La storia del Teatro Petruzzelli di Bari aveva avuto inizio quando Onofrio e Antonio Petruzzelli, commercianti e armatori di origine triestina, presentarono presso la sede comunale di Bari il progetto di costruzione di un teatro ad opera dell’ingegnere bitontino Angelo Cicciomessere (poi Messeni), marito della loro sorella Maria.
La proposta dei Petruzzelli venne accettata e nel 1896 stipulato il contratto tra la famiglia e l’amministrazione comunale: il comune di Bari cedeva il suolo in uso perpetuo ai Petruzzelli perché vi edificassero un Politeama.
Due anni dopo, nell’ottobre 1898, cominciarono i lavori finanziati esclusivamente dalla famiglia proprietaria, che terminarono nel 1903.
Internamente il teatro fu affrescato da Raffaele Armenise, decorato in oro zecchino e, cosa avveniristica per l’epoca, dotato di riscaldamento e luce elettrica per una capienza di circa 2000 posti.
Il Petruzzelli fu inaugurato sabato 14 febbraio 1903, con il capolavoro di Meyerbeer, Gli Ugonotti.
Nel 1954 venne dichiarato “Monumento di interesse storico e artistico” e sottoposto alla legge di tutela. Nel 1973 in riconoscimento dell’alta qualità dell’attività fino ad allora svolta fu dichiarato “Teatro di tradizione”.
Fin dalle prime stagioni il tetaro ospitò alcuni tra i più grandi artisti e proiettò la città nel mondo, rendendola famosa.
La programmazione spaziava tra i vari generi di spettacolo e, accanto alla lirica, andarono di scena musical, balletti e grandi concerti.
Grandi artisti italiani e internazionali hanno calcato il palco del Petruzzelli: Wanda Osiris, Totò, Nino Taranto, Macario, Joséphine Baker e poi Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Milva ne “l’Opera da tre soldi” ancora Herbert von Karajan, Rudolf Nureyev, Frank Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Greco. Eduardo De Filippo, Dario Fo, Riccardo Muti, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras, Katia Ricciarelli, Raina Kabaivanska, Piero Cappuccilli, Cecilia Gasdia, Giorgio Gaber e molti altri.
L’interno del teatro venne usato anche come scenografia: vi lavorarono registi affermati come Franco Zeffirelli e Alberto Sordi vi girò uno dei suoi film, “Polvere di stelle”.
L’inchiesta penale che seguì l’incendio è stata lunga, tormentata e assai deludente negli esiti.
Non sono serviti anni e anni di indagini; a nulla hanno portato le numerose perizie e i tanti interrogatori: ancora oggi non c’è un mandante e non c’è un perchè.
Si conosce soltanto il nome dell’esecutore materiale del rogo, Giuseppe Mesto.
Se c’era qualcuno che lo comandava, se aveva avuto un compito preciso dall’alto, se fu la malavita barese a voler ferire la città per un suo progetto criminale, o semplicemente per punire il gestore del Petruzzelli, o per spaventare gli amministratori cittadini, è tutto un mistero.
In un primo momento l’inchiesta aveva indicato nell’allora gestore del Teatro, Ferdinando Pinto, il mandante del rogo.
Pinto sarebbe stato vicino al clan mafioso dei Capriati e avrebbe ottenuto a usura da loro circa 600 milioni per ripianare i debiti accumulati con la gestione del teatro.
Una gestione che, secondo i pm, era divenuta piena di difficoltà. Anzi, si trattava di un’impresa quasi disperata, perchè Pinto non riusciva a fare fronte a esposizioni bancarie e spese d’ affitto.
Così, per restituire quei soldi, egli avrebbe progettato di partecipare ad attività speculative relative alla ricostruzione del teatro e alla futura gestione dei fondi stanziati per far proseguire l’attività artistica. L’attività teatrale sarebbe continuata nella “Città di Federico”, una tensostruttura subito sorta su un suolo dismesso di una ex caserma di Bari, ma immediatamente posta sotto sequestro.
E’ per queste ragioni che Pinto avrebbe chiesto al clan di bruciare il teatro.
Tuttavia, dopo cinque processi, approdati per due volte in Cassazione, la trama suggerita dai pm è crollata.
Accertata l’inattendibilità dei pentiti che avevano collaborato alle indagini, Pinto è stato scagionato dalle accuse.
Stessa sorte per gli altri imputati: il boss barese Antonio Capriati, sospettato di essere, insieme con Pinto, il mandante del rogo; il suo presunto usuraio, Vito Martiradonna e l’ex custode del teatro e presunto basista dell’incendio, Giuseppe Tisci.
L’unico condannato resta Giuseppe Mesto, riconosciuto dalle indagini il “manovale” dell’incendio.
Intanto, dal giorno dopo il rogo, cominciarono a moltiplicarsi le iniziative per la ricostruzione del teatro.
Queste, però, s’impantanavano sulla particolarità giuridica della proprietà della struttura, un edificio privato, costruito ai primi del ‘900, su un suolo pubblico dato in concessione. Sbrogliare la matassa diventò un vero rompicapo.
Mentre i proprietari chiarivano subito di non avere il denaro necessario alla ricostruzione, si cominciò a cercare un modo giuridicamente valido per ricostruire con fondi pubblici.
Così, passando attraverso un faticoso accordo con la proprietà, un esproprio annullato dalla Corte Costituzionale e, infine, un ricorso alla Corte di Strasburgo, la ricostruzione venne finalmente avviata nel 1993 e, nonostante le lunghe pause, è stata portata a termine con successo.
Il nuovo Petruzzelli, ricostruito interamente con soldi pubblici, è stato riconsegnato al Comune di Bari il 7 settembre 2009.
La sua gestione è ora affidata alla Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.
Il 6 dicembre 2009 è stata inaugurata la prima stagione lirica nel nuovo Petruzzelli, con una rappresentazione della “Turandot” di Giacomo Puccini.

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Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

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