Il croficisso nell’aula consiliare della Regione? La proposta di Damascelli

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Un crocifisso nell’aula del Consiglio della Regione Puglia? È Domenico Damascelli consigliere di Forza Italia a farne richiesta di affissione.

“Il Crocifisso – dichiara Damascelli – immagine emblematica della religione cristiana, assume senso simbolico non solo per il suo significato intrinseco religioso e spirituale, ma anche perché riconosciuto veicolo di messaggi dall’alto valore culturale e morale, in quanto il Cristianesimo è innegabilmente parte della storia, del pensiero e della tradizione italiana ed europea.”

Damascelli rivendica il rispetto per la storia della religioni italiana proponendo questa mozione nell’attesa del sostegno da parte degli altri altri colleghi consiglieri.

E’ presente nelle scuole, nelle aule di tribunale, negli ospedali; ma da quando il crocifisso protegge i luoghi pubblici del Bel paese? Tutto ebbe inizio in era fascista con alcune disposizioni emanate tra il 1924 e il 1928 – decreti regi e come nel caso dei tribunali, circolari ministeriali. Così la presenza del scultorea del Cristo in croce, ha trovato una base giuridica che le successive novità legislative non hanno scalfito. La Costituzione del 1948 statuisce l’eguaglianza delle religioni di fronte alla legge e nonostante diverse sentenze della Corte Costituzionale riaffermanti la laicità dello Stato e la supremazia dei principî costituzionali resta confermata la base giuridica che ne giustifica l’affissione.

Diverse richieste di rimozione formulate negli ultimi anni sono state invariabilmente cassate proprio in base alla mancata esplicita abrogazione delle norme del ventennio. Di recente fu chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’eliminazione dalle aule scolastiche, e anche in questo caso l’esposizione viene motivata, tra l’altro, sottolineando l’importanza del crocifisso quale simbolo del patrimonio storico-culturale italiano

“Un simbolo presente nelle scuole, nei tribunali, negli ospedali, nella aule consiliari comunali, nei siti istituzionali ed anche in altri luoghi pubblici – continua il consigliere regionale di FI – Dal Consiglio di Stato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, è pacifico il significato storico e identitario del Crocifisso per l’Italia, senza che ciò comporti in alcun modo una violazione dei diritti altrui.”

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