Bobby Sands, da Bari un libro per rivivere il dramma del martire, il sogno dell’uomo

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Chi era Bobby Sands? Perché ancora oggi c’è chi lo ricorda, nonostante siano trascorsi 35 anni dal suo sacrificio?

A pochi giorni dall’uscita in Inghilterra del film Bobby Sands 66days, è arrivato nelle librerie italiane “Nel nome di Bobby Sands”(edizione L’Arco e la Corte, 145 pp, 15 euro), di Pierluigi Spagnolo, scrittore e giornalista barese de La Gazzetta dello Sport. Già autore del romanzo noirL’estate più piovosa di Milano (Meridiano zero, 155 pp. 14 euro), Spagnolo ha deciso di riprendere il libro su Sands scritto nel 2002, rivisitarlo e aggiornarlo “Perché  – scrive l’autore nella introduzione – quella del militante repubblicano irlandese, che a soli 27 anni si lasciò morire di fame in un carcere britannico, appare come una storia senza tempo e senza latitudini, un messaggio universale di amore per la propria terra, di lotta per la libertà e di ribellione alle ingiustizie. E perché forse presto, a distanza di 35 anni da quella drammatica primavera del 1981, all’apice della tensione che l’Irlanda del Nord ha conosciuto nell’epoca dei Troubles, in Italia sarà possibile ricordare il sacrificio di Bobby Sands passeggiando in una strada di Firenze che verrà a lui intitolata, o nel parco di Torino dove c’è già un immenso disegno murale realizzato in suo onore.
E perché, nel solco dei suoi ideali, ancora oggi si organizzano convegni e dibattiti, si inaugurano circoli di partiti e movimenti, si fa politica e ci si aggrega, a sinistra come a destra, non solo tra i gruppi più radicali, anche nel mondo cattolico e moderato. Perché la figura di Bobby Sands conserva il suo straordinario fascino ideale e iconografico, e il suo sacrifico resta un patrimonio trasversale, un simbolo immortale per tutti quelli che sognano un mondo giusto e libero”.

Chi era Bobby Sands

Robert Gerard Sands era un ragazzo irlandese e cattolico, nato nel 1954 ad Abbots Cross, a pochi chilometri a nord di Belfast, la martoriata capitale dell’Irlanda del Nord, dopo quasi otto secoli trascorsi tra guerra civile e impegno diplomatico.

Bobby, era un ragazzo come tanti, appassionato di rugby e di calcio ma, era anche un elemento di spicco dell’esercito repubblicano irlandese. In una Belfast dilaniata, non potevi non scegliere di essere parte attiva. Visse sulla propria pelle le angherie e le ingiustizie di un dominio, quello britannico, protrattosi troppo a lungo. Il suo sogno “la libertà del popolo irlandese”. Purtroppo non l’ha mai vista.

Morì il 5 maggio del 1981 a Long Kash, nel carcere di massima sicurezza britannico. Si lasciò morire di fame, Bobby. Il mondo intero pianse.

Il libro

L’opera di Spagnolo rivive la straordinaria e drammatica storia di Sands. Pagine ben scritte, ricche di aneddoti, e dettagli che ci aiutano a capire il contesto in cui viveva il nostro eroe ma anche, le motivazioni e lo spirito del giovane attivista. Ovviamente le pagine più toccanti sono quelle che riguardano il carcere con le torture e le proteste di Sands e compagni. Erano in tanti i repubblicani reclusi.

Dal rifiuto della divisa da carcerati perchè si ritenevano prigionieri politici, alla no-wash protest con cui si rifiutarono di lavarsi, radersi la barba e tagliarsi i capelli, dall’opposizione di svuotare i buglioli dei propri rifiuti organici ed alimentari sino al digiuno che porto Bobby alla morte dopo 66 giorni initerrotti senza alimentarsi in nome della libertà.

Il libro ha anche un capitolo dedicato alle poesie di Sands. “Scrivere in cella per i detenuti repubblicani diventava -racconta nelle sue pagine l’autore barese- quasi un’esigenza, la volontà di ribadire la propria esistenza. Un fatto essenziale per superare la limitatezza delle proprie azioni, quasi per tentare di rimuovere, attraverso le parole, la condizione di reclusi”.

Ad imprezziosire il libro, l’appendice inserita nella nuova versione. Una cronologia dei fatti salienti molto puntuale, una bibliografia e filmografia che ci aiuta a raccogliere testimonianze e informazioni, dell’epoca o recentissime, acquisite attraverso libri, documenti, filmati, dichiarazioni riportate da giornali, tv e riviste, italiane e non solo. Infine, un vecchio manuale dell’Ira tradotto dalla casa editrice, anch’essa barese, che mostra in tutta la sua durezza il clima da guerra civile in cui si viveva fino a pochi decenni fa.

 

La storia va studiata e ristudiata per non dimenticare e per evitare che le brutture del passato ritornino. Rinfrescare questo libro è stato certamente un lavoro utile alla memoria collettiva e soprattutto per le giovani generazione, quelle nate negli anni ’80 e ’90, che non hanno vissuto i fatti. Oggi il volto di Bobby appare negli stadi e il suo nome e oggetto di proposte di intitolazione di strade e parchi affinchè non si dimentichi quanto amaro sia stato il prezzo da pagare nei secoli per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli.

Morire per i propri ideali e per la libertà del proprio Paese a 27 anni. Una storia che ancora oggi appassiona e commuove. E se in Inghilterra le polemiche per il film di Brendan J Byrne, che uscirà nelle sale il prossimo 5 agosto, stanno crescendo, in Italia, in attesa che arrivi il film, presumibilmente entro fine anno, si può rivivere attraverso le pagine di Spagnolo il dramma di un popolo, il sacrificio di un martire della libertà.

 

 

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