Qualità della vita? Bene sulle Alpi. Male la Puglia, tutte le città con il segno meno. Risale solo la Bat

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La miglior qualità della vita? Si respira in montagna, sulle Alpi. Da Belluno, che si aggiudica la 28a edizione dell’indagine annuale realizzata dal Sole 24 Ore, e passando a zig-zag tra cime e tornanti attraverso Aosta, Sondrio, Bolzano, Trento fino ad arrivare a Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte. Nei primi sette posti della classifica che misura il benessere, non solo economico, delle province italiane ci sono ben sei province alpine, a cui si aggiunge Trieste.

Ed il Sud bellamente a fare da contraltare monopolizzando completamente i bassifondi della classifica. La Puglia non fa certamente eccezione, con Bari 86° (-1), Bat 94° (+10), Foggia 103° (-1), Lecce 104° (-12), Brindisi 106° (-10) e Taranto desolatamente penultima 109° (-4).

Sei macro aree e 42 indicatori, tra cui quest’anno entrano anche gli acquisti online, il gap retributivo di genere, la spesa per i farmaci, il consumo del suolo, gli anni di studio degli over 25 e l’indice di litigiosità nei tribunali, sono l’elemento portante dell’analisi che Il Sole 24 Ore realizza per stilare la classifica della Qualità della Vita nelle 110 province Italiane. Arretrano alcune grandi città: Milano che, nella classifica generale perde 6 posizioni e scivola all’ottavo posto; Roma, che scende al 24° rispetto al 13° del 2016, e Torino, che retrocede al 40° posto.

Nelle vittorie di tappa per singola macro area, Milano è sempre al top nell’ambito Ricchezza e consumi, conquistando il primato nel Pil pro-capite, nell’importo medio delle pensioni e nei depositi bancari. I voti migliori per il consumo di suolo e l’emigrazione ospedaliera vanno invece a Sondrio, che guadagna il podio dell’area ambiente e servizi. Aosta sale sul podio nella densità abitativa e nelle acquisizioni di cittadinanza, mentre per giustizia e sicurezza è la provincia di Verbano Cusio Ossola a guadagnare la prima posizione. Firenze, invece, supera Roma e si aggiudica il primo posto per cultura e tempo Libero.

Ma la grande sorpresa del 2017 è Ascoli Piceno, che vince la medaglia d’oro nella categoria Lavoro e Innovazione.

In coda alla graduatoria complessiva, invece, finiscono soprattutto le aree di Campania e Puglia: ben otto nelle ultime dieci posizioni, con Caserta maglia nera 2017 e Taranto al penultimo postoAl terz’ultimo c’è Reggio Calabria.

A sancire il verdetto è il trend di fondo, che mostra, attraverso i risultati dei singoli indicatori, come il divario tra Nord e Sud del Paese tenda sempre più ad ampliarsi, tanto che per trovare la prima provincia del Sud e Isole bisogna scendere fino al 52° posto di Oristano.

Le aree centro-settentrionali, infatti, non solo ribadiscono i loro primati storici negli indicatori economici (dalla ricchezza al lavoro), ma guadagnano spazio anche nei ranking – come demografia e tempo libero – un tempo appannaggio dei territori del Sud. Non mancano comunque le buone prestazioni: la stessa Oristano conquista il terzo posto nella macro-area Giustizia e sicurezza, Matera sale al 6° posto nella categoria Ambiente e servizi e le province del Mezzogiorno occupano in blocco i primi 14 posti nell’indicatore legato alla diffusione della banda larga.

La Qualità della vita ha poi un versante digitale dove sono disponibili sia le classifiche sia una modalità per “pesare” secondo le proprie preferenze i vari parametri utilizzati e cogliere con un click differenze e analogie tra le varie zone d’Italia.

Andando ad analizzare meglio le sottocategorie di ogni capoluogo pugliese, si scopre che Bari è al primo posto per copertura della popolazione con la banda larga, che fa balzare il capoluogo al 17esimo posto per Ambiente e Servizi. Al tempo stesso ha un 102° posti per Bar e Ristoranti e un altrettanto poco lusinghiero 103° posto per rapine. Penultima della graduatoria, invece, per Furti in casa e di autovetture, che portano Bari al deludente  penultimo posto nel settore Giustizia e Sicurezza. Non va meglio con Ricchezza e Consumi, con un 101° posto in classifica soprattutto per alti protesti e scarsi acquisti online.

Lecce cala di ben 12 posizioni, arrancando al 104° posto. 91° per Ambiente e Servizi (male soprattutto per Consumo di suolo e Spesa Sociale degli Enti locali), le classifiche peggiori sono nel Lavoro ed Innovazione: 107°, con una buona presenze di Startup Innovative, ma un altissimo Gap Retributivo (24% in meno rispetto alla media nazionale) e un altissimo tasso di disoccupazione totale e giovanile in particolare.

Taranto non ha mai brillato in questa classifica. Ma quest’anno va decisamente male. Soltanto Caserta ha indicatori peggiori. Se gli indicatori di Ambiente e Servizi non sono terribili, a far scendere in classifica il capoluogo jonico è senz’altro la Cultura e Tempo Libero (106° per indice di sportività e 107° nella media della spesa viaggiatori stranieri), e soprattutto per Demografia e Società: 108° posto con una bassa posizione nel numero medio di anni di studio e nel Saldo Migratorio interno. Stessa classifica anche per Lavoro e Innovazione: 108° con un Gap Retributivo del 26,8% sul dato nazionale e un altissimo tasso di Disoccupazione.

Nei bassifondi della classifica anche Foggia con un buon punteggio (34°) per Ambiente e Servizi (anche se con una bassa spesa sociale), ma punteggi scadenti in tutte le altre categorie, tra cui segnaliamo 108° posto per Furti in casa e di autovetture, 107° nelle Cause oltre i tre anni, 106° in Acquisizioni di Cittadinanza per 100 stranieri residenti e Acquisti di beni durevoli (100°).

In leggera risalita la Bat che recupera posizioni fino alla 94°. Le cose vanno bene secondo gli indicatori di Giustizia e Sicurezza (lusinghiero il secondo posto per Truffe e Frodi informatiche), ma malissimo nei Furti in casa e di autovetture. Molto bassa la classifica del Pil procapite (107°) così come per gli Acquisti Online.

Brindisi, infine, è al 106° posto, solo di qualche punto al di sopra rispetto a Taranto. Ultima nella classifica dell’Ecosistema Urbano (indice di Legambiente), bene invece la copertura della Banda larga. Non migliorano gli indici di Cultura e Tempo Libero (96°), mentre la classifica è molto bassa per Demografia e Società.

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