Domani lo sciopero nazionale dei medici. UIl: “Anche in Puglia la situazione è ormai al limite”

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“Siamo al fianco dei medici pugliesi nel giorno dello sciopero nazionale, nei confronti dei quali esprimiamo la massima solidarietà del sindacato. Mettiamo con convinzione la faccia come chi quotidianamente vive in prima linea tutti i problemi e le tante criticità della Sanità”.

Sono le dichiarazioni di Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, alla vigilia dello sciopero nazionale dei medici della dipendenza.

“Non è concepibile – continua Pugliese – abbandonare i medici al loro destino, continuando con questa politica dei tagli indiscriminati. Una situazione che conosciamo molto bene in Puglia, dove i medici, a cominciare da quelli di famiglia, sono costretti ogni giorno a fare i conti con condizioni di lavoro prive di sicurezza, sottoposti a minacce e aggressioni, esclusi a priori da ogni processo decisionale. E’ indispensabile che il piano sanitario regionale, così come il piano di riordino, partano e si basino sulla definizione condivisa del ruolo e delle competenze dei medici di base. Così come è indispensabile creare una rete fra i medici della Puglia, in particolare tra i medici di famiglia, che graviti attorno ai poliambulatori territoriali. Nella nostra regione i PTA restano un’utopia, la riconversione in presidi territoriali assistenziali di alcuni ospedali, così come previsto dal piano sanitario regionale, è rimasta sulla carta. Una situazione che favorisce il continuo ricorso ai ricoveri, che non solo causano disagi ai cittadini, ma comportano una spesa enorme per le casse della Regione Puglia, difficilmente sostenibile nel lungo periodo per una Sanità che fa già acqua da tutte le parti”.

“Il deficit di unità mediche e infermieristiche in Puglia è di circa 5000 unità – conclude il Segretario generale della UIL regionale – ma i processi di assunzione e stabilizzazione dei precari, nonostante gli accordi sottoscritti con le organizzazioni sindacali, procedono a rilento, per tacere dei Lea (livelli essenziali di assistenza), non certo all’altezza dei parametri nazionali. Non crediamo più prorogabile la nomina di un assessore alla Sanità, che si dedichi 24 ore su 24 alla risoluzione delle tante, troppe difficoltà che attanagliano il servizio sanitario regionale, anche al fine di mettere i medici nelle condizioni ideali per offrire un servizio sanitario finalmente di qualità”.

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