Incidente ferroviario sulla Corato-Andria: sono 19 gli indagati della Procura di Trani

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La Procura di Trani ha chiuso ufficialmente le indagini sullo scontro fra due treni della Ferrotramviaria avvenuto il 12 luglio 2016 sulla tratta a binario unico fra Andria e Corato, in cui persero la vita 23 persone e altre 51 rimasero ferite.

Sono 19 gli indagati. Si tratta di 18 persone e della stessa società Ferrotramviaria. Secondo la ricostruzione dei pm la causa dell’incidente mortale è stato un errore di comunicazione, con l’utilizzo del “blocco telefonico” tra le due stazioni che non ha fermato uno dei due convogli.

Dalla stazione di Andria, infatti, fu dato l’ok alla partenza del treno senza aspettare l’arrivo del convoglio proveniente da Corato, la cui partenza, però, non era stata neppure comunicata.

Ma le responsabilità di quanto è accaduto vanno anche ricercate in coloro che avrebbero dovuto garantire la sicurezza sui binari pugliesi, senza farlo.

Oltre ai due capostazione, al capotreno e a dieci fra dirigenti e funzionari di Ferrotramviaria, tra gli indagati c’è anche il direttore generale del ministero delle Infrastrutture, Virginio Di Giambattista, accusato in concorso con Elena Molinaro, un altro dirigente dello stesso ministero, di non aver “compiuto verifiche periodiche” e di non avere adottato “provvedimenti urgenti” per eliminare il sistema del blocco telefonico su quella tratta a binario unico.

Indagati anche i dirigenti di movimento di Andria e Corato, Vito Piccareta e Alessio Porcelli, il dirigente coordinatore centrale Francesco Pistolato e il capotreno Nicola Lorizzo, che viaggiava sul convoglio partito da Andria e che si è salvato, mentre l’altro macchinista è tra le vittime dell’incidente.

I capi d’accusa formulati dal procuratore Antonino Di Maio e dal pool di sostituti Michele Ruggiero, Alessandro Donato Pesce e Marcello Catalano sono gravi e circostanziati, e riguardano, a vario titolo, i reati di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, falso e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Sonno accusa sono finiti anche gli allora amministratori delegati di Ferrotramviaria Enrico Maria Pasquini e sua sorella Gloria Pasquini, il direttore generale Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi. A tutti è stato contestata la violazione di una serie di norme sulla sicurezza.

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