Presenti in Aula, assenti al voto. E si blocca la legge sul sostegno all’editoria

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I lavori del Consiglio regionale si sono conclusi, nella seduta di ieri, 12 dicembre, per la mancanza del numero legale nel corso della votazione sull’articolato riguardante la proposta di legge per la promozione e il sostegno pubblico all’informazione.

La mancanza del numero legale che fa scattare la protesta delle opposizioni di centrodestra trova. In una nota congiunta i consiglieri di Forza Italia, Direzione Italia e Fratelli d’Italia sottolineano come i consiglieri di maggioranza fossero “fisicamente presenti in Aula, ma virtualmente assenti nel voto e il numero legale manca per l’ennesima volta, ma quest’oggi su un provvedimento che sembrava mettere d’accordo centrosinistra e centrodestra: la legge sul sostegno all’editoria”.

E allora scatta la protesta e la conferenza stampa per spiegare cosa è accaduto in Aula nel momento in cui è mancato il numero legale e per denunciare l’ennesimo atto di irresponsabilità dell’intera maggioranza.

Ignazio Zullo (DIT): “Appare strano che il governatore Emiliano e il suo vice, Nunziante, e il presidente Loizzo pur presenti in aula fisicamente risultano assenti al momento del voto. C’è un problema nella maggioranza? Questa legge che in Commissione era stata votata anche dal centrodestra viene sconvolta per qualche maldipancia o qualche interesse inconfessabile? E’ giusto che i responsabili diano delle risposte ai giornalisti, editori e pugliesi”.

Erio Congedo (FDI): “Ormai da mesi i lavori del Consiglio finiscono per mancanza del numero legale, è pura sciatteria o la motivazione è da ricercarsi nella spaccatura del centrosinistra – Pd da una parte e Mdp dall’altra? Abbiamo la sensazione che i rapporti interni alla maggioranza siano ormai esasperati e che anche i provvedimenti “facili” da licenziare, perché approvati a larga maggioranza, spesso anche con il contributo dell’opposizione, si arenano per ripicche politiche e a pagare sono sempre e solo i cittadini pugliesi”.

Domenico Damascelli (FI): “Fa specie che una legge approvata all’unanimità in Commissione, dopo un lungo lavoro di ascolto e condivisione che è proseguito anche nei giorni scorsi con la stesura di emendamenti concordati, poi arrivi in aula e venga totalmente sovvertita da cambiamenti non previsti e che alterano il senso di tutto il provvedimento. E’ chiaro che a questo punto sorge il dubbio che non si tratti solo di sciatteria, ma che il numero legale venga puntualmente a mancare per una strategia politica voluta”.

Francesco Ventola (DIT): “E’ un’occasione persa! Questo provvedimento aveva visto il coinvolgimento dell’Ordine dei Giornalisti, dell’Assostampa e dei tecnici che avevano contributo a rendere il testo davvero a beneficio della categoria dei giornalisti, in affanno per una crisi che li colpisce ormai da tempo, per questo veder naufragare il ddl per l’ennesima mancanza di numero legale è un atto irrispettoso verso quel mondo che adesso dovrà attendere chissà quanto altro tempo per ricevere una boccata d’ossigeno da parte della Regione”.

Nino Marmo (FI): “La fretta e la confusione fanno i figli ciechi. Ci siamo improvvisamente trovati di fronte a un progetto architettato dai colleghi di Sinistra Italiana che hanno tentato di sostituire il comma dell’articolo 4 che prevedeva un tetto di 80mila euro massimo di contributo e attribuivano alla giunta regionale un potere decisionale sotto le false sembianza di una non ben definita ‘perequazione”. Un comportamento schizofrenico che nulla aveva a che vedere con il testo originario e licenziato in Commissione che aveva l’unico obiettivo di aiutare i giornalisti e gli editori pugliesi. Questa maggioranza dovrà spiegare anche a loro perché hanno fatto venir meno il numero legale e cosa nasconde questo comportamento”.

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