Ex Om Carrelli, una tegola per le istituzioni pugliesi

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Tanti soldi pubblici, investimenti e speranze per gli operai dell’ex Om Carrelli Elevatori di Bari-Modugno. E adesso, di nuovo, il dramma di un futuro lavorativo nebuloso, con scarse, scarsissime speranze di tornare a produrre.

Eppure alla Fiera del Levante, lo scorso settembre, fu presentata in pompa magna con tanto di foto in primo piano e con i sorridi sa competizione delle Istituzioni pubbliche l’auto elettrica da produrre in Puglia. Sarebbe stata prodotta all’ex Om Carrelli di Modugno, da parte della subentrante Tua Autoworks.

Eppure quell’azienza, la Tua Industries, ha appena portato i libri in tribunale. Una tegola per la produzione e per la fabbrica pugliese. Si è allora provato con i russi di Renova. Risultato: non sono interessati a produrre i ventimila veicoli elettrici annui previsti, che non hanno trovato il proprio mercato, anzi, che sono in una nicchia di mercato che, attualmente, non è sostenibile per i livelli di produzione previsti.

Conseguenza: nessuno rileva lo stabilimento di Modugno, gli operai sono in cassa integrazione, la Regione Puglia ha investito nel nulla (o quasi) un bel pacco di milioni di euro e si ricomincia con le task force.

Nell’ultima riunione le prospettive sono a dir poco nere: cassa integrazione per centinaia di lavoratori, in scadenza il 22 dicembre. Più di chiedere la proroga non si può fare.

Ma sicuramente si sarebbero potute evitare le false attese e speranze svanite in soli due mesi e costate carissimo alle casse pubbliche. Ma ora sui social è tempo di pensare alle ruote panoramiche e alle polemiche su Auschwitz, non certo al futuro degli ormai quasi ex ex lavoratori della Om Carrelli di Modugno.

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