Ilva, l’appello di Gentiloni ad Emiliano: ritira il ricorso

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Dopo il ministro Carlo Calenda, dopo l’appello dei sindacati di ieri, oggi è il Primo Ministro Paolo Gentiloni a chiedere il ritiro del ricorso al Tar contro il piano ambientale ed industriale dell’Ilva di Taranto predisposto dal Governo.

“Mi rivolgo al presidente Michele Emiliano e al sindaco Rinaldo Melucci facendo appello alla loro responsabilità e alla sensibilità istituzionale che ben conosco”, ha detto il presidente del Consiglio, che poi ha aggiunto: “vi chiedo di ritirare il ricorso al Tar e di non mettere a rischio interventi per la bonifica ambientale e il lavoro che Taranto aspetta da anni. Da parte del governo c’è piena disponibilità al confronto sulle questioni che avete sollevato. Conto su di voi, l’Italia e la Puglia hanno bisogno di leale collaborazione”.

Ma la risposta di Emiliano non è di quelle dolci. Disponibilità ad incontrare Gentiloni per spiegare le ragioni del ricorso, ma nessuna apertura al ritiro dello stesso.

“Il ricorso – dice Emiliano in una nota – ha il fine esclusivo di tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori da uno stabilimento per il quale è attualmente in corso un processo penale per disastro ambientale e avvelenamento di sostanze alimentari davanti alla Corte d’Assise di Taranto e per il quale occorre impedire che le condotte di reato siano reiterate”.

Intanto il viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, si dice fiduciosa dopo l’incontro di questa mattina tra Arcelor Mittal, sindacati e commissari straordinari.

“Le relazioni industriali in questo paese sono abbastanza consolidate e dicono che le relazioni industriali si fanno tra le organizzazioni sindacali e le aziende. Abbiamo fatto un calendario che vede impegnate le parti per tutto il mese di gennaio con un nuovo incontro generale che si farà il 10 di gennaio a cui seguiranno due giorni di trattativa serrata. Per provare quindi nella fine di gennaio e inizio di febbraio ad avere una stretta finale ad una trattativa che deve mettere al riparo non le arroganze, le presunzioni, le prepotenze ma mettere al riparo decine di migliaia di posti di lavoro e un importante insediamento produttivo”.

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