Bitcoin e Criptovalute. Cosa c’è da sapere

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Negli ultimi tempi, soprattutto in seguito ad un annuncio di Amazon, sulle condizioni con cui in seguito verranno accettate come modalità di pagamento, si parla sempre più di Bitcoin e criptovalute. Tuttavia malgrado le svariate conversazioni sui possibili investimenti da effettuare, non tutti sono al corrente di cosa significhino parole come criptovaluta, Bitcoin, Ethereum e via dicendo, per cui al netto di qualunque valutazione di opportunità, cerchiamo di fare chiarezza.

Cos’è una criptovaluta?

E’ un bene di tipo digitale che viene utilizzato come una valuta paritaria, decentralizzata e digitale, quindi non agganciata al valore di oro o argento come successo in passato per le valute tradizionali e non agganciata ad altri parametri economici come il PIL, la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consente di effettuare pagamenti online in maniera totalmente sicura.

Quali sono le caratteristiche delle criptovalute?

Principalmente:

  • Irreversiblità delle transazioni, che significa l’impossibilità di invertire una transazione dopo la conferma.
  • Privacy, in quanto i conti di criptovaluta non sono legati a identità nel mondo reale.
  • Rapidità, infatti i trasferimenti sono immediati in ogni parte del mondo.
  • Sicurezza, in quanto i fondi di criptovaluta sono impossibili da rubare perchè bloccati in un sistema di crittografia a chiave pubblica. Solo il proprietario della chiave privata può inviare la valuta.
  • Facilità, non ci sono autorizzazioni da chiedere a nessuno per usare la criptovaluta, basta solo scaricare un software gratuito per ricevere e inviare Bitcoin e criptovalute.
  • Semplicità, Il mercato delle criptovalute funziona come quello dell’oro o dell’argento e non si può avere un conto in debito, o si ha o non si ha.

Cos’è il Bitcoin?

Il Bitcoin, è praticamente la prima criptovaluta della storia inventata nel lontano 2009 dallo sconosciuto noto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto, come sistema di pagamento elettronico p2p, con lo scopo di facilitare i pagamenti su internet tra persone in paesi diversi, per evitare spese di cambi valuta.

La più importante caratteristica del Bitcoin di Satoshi Nakamoto è quella di funzionare in un sistema di denaro digitale decentralizzato, quindi senza che sia una nazione, una confederazione di nazioni o un ente governativo (BCE) a tenere tutto sotto controllo.

La caratteristica fondamentale per un sistema di pagamento affidabile è registrare le transazioni e sapere chi ha speso i soldi e quanti. Nakamoto ha impostato il Bitcoin in modo che questo controllo non sia fatto da un server centrale che tiene il registro della differenza tra entrate e uscite, ma in modo che ogni peer della rete debba tener traccia dell’elenco di tutte le transazioni per verificare se le transazioni future sono valide o sono un tentativo di truffa. La criptovaluta, quindi, si basa su inserimenti in un database che nessuno può cambiare in assenza di condizioni specifiche.

La crittografia viene utilizzata per proteggere le transazioni, impedendo la modifica del database in questione e per controllare la creazione di nuove monete.

Quando una transazione viene confermata viene trasferita su un registro incorruttibile delle transazioni economiche che può essere programmato per registrare transazioni finanziarie ed ogni scambio di valore chiamato blockchain.

Ma chi conferma le transazioni?

Essendo una rete decentralizzata che non ha alcuna autorità per delegare questo compito, la criptovaluta ha bisogno di un qualche tipo di meccanismo per impedire abusi. Il sistema di Bitcoin stabilisce quindi che i minatori debbano investire energia dei loro computer (computer particolari chiamati asic acronimo di Application Specific Integrated Circuit predisposti per l’uso specifico) per fare questo lavoro.

L’asic deve lavorare per trovare un “hash“, il prodotto di una funzione crittografica, per collegare il nuovo blocco con il suo predecessore e collegare tutto alla blockchain. Non entrando troppo in tecnicismi, quello che è importante sapere è che i minatori devono risolvere una specie di complicatissimo enigma crittografico (che diventa sempre più complesso a seconda della potenza dell’asic usato) per costruire un blocco e aggiungerlo alla catena di blocchi (blockchain).

Con questo meccanismo le transazioni vengono confermate dai “miners” che prendono le transazioni, le timbrano come legittime e le diffondono in rete.

Dopo che una transazione è confermata, ogni nodo deve aggiungerlo al suo database e diventata parte del blockchain.

Per questo complicatissimo lavoro di mining, che comporta investimento in tempo, risorse economiche come spese per la costruzione/acquisto dell’asic e i costi elettrici, i minatori vengono ricompensati con Bitcoins e come anticipato l’attività del minatore è l’unico modo per creare Bitcoins validi. (Ma vedremo in un futuro approfondimento come questo non sia ormai più traducibile in un investimento conveniente al giorno d’oggi)

Ma perchè si continua a parlare così con insistenza di Bitcoin e criptovalute nell’ultimo periodo?

La criptovaluta toglie come detto alle banche centrali degli stati la possibilità di regolare l’offerta monetaria per questo motivo gli amministratori delle grandi banche mondiali guardano con molto disprezzo (a volte soprattutto all’inizio anche con molta superficialità) BitCoin e criptovalute. Le demonizzano come uno strumento di illegalità destinato a sgonfiarsi e morire in breve tempo.

In realtà, invece, la diffusione di Bitcoin e criptovalute è in costante aumento, gli investimenti sono ad oggi tutti molto rilevanti, anche se sulla convenienza occorre un approfondimento, con una crescita dei numeri complessivi che non sembra arrestarsi e che comunque mantiene stabilità nel tempo.

Bitcoin e Criptovalute sono come l’oro, un bene solido protetto dall’influenza politica, dalle leggi nazionali e da ogni proibizionismo.

Purtroppo a causa delle proprietà che garantiscono sicurezza e anonimato a livello mondiale, è diventato uno strumento di pagamento il mercato nero e qualsiasi attività illegale come quelle dei siti del Deepweb.

1 commento

  1. La frase
    “Purtroppo a causa delle proprietà che garantiscono sicurezza e anonimato a livello mondiale, è diventato uno strumento di pagamento il mercato nero e qualsiasi attività illegale come quelle dei siti del Deepweb.”
    Non mi sembra affatto vera.
    Attendiamo link a dati ufficiali che comprovino quanto scritto.

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