Enrico Lo Verso a Trani con “Uno nessuno e centomila”

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Enrico Lo Verso a Trani. Martedì 30 gennaio alle 21, l’attore palermitano sarà al Teatro Impero con Uno nessuno centomila, per la regia di Alessandra Pizzi. Lo spettacolo inaugura la nuova stagione di prosa del Comune di Trani – Teatro Pubblico Pugliese. Concepito per rendere omaggio a Luigi Pirandello, uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi ed al più celebre dei suoi romanzi, Uno Nessuno Centomila sta percorrendo l’Italia da più di un anno, riscuotendo ovunque grande apprezzamento dalla critica e dal pubblico, soprattutto dei più giovani. Ospite dei più importanti teatri e festival nazionali ed internazionali, la sua lunga e fortunata tournée ha già superato le 130 repliche ed i 100.000 spettatori, registrando sold-out quasi ovunque. Nella scorsa stagione lo spettacolo si è aggiudicato il Premio Franco Enriquez per il miglior attore e la migliore regia.

LO SPETTACOLO


In occasione del 150esimo anniversario della nascita di Luigi Pirandello, uno spettacolo sull’ultimo romanzo dell’autore di Girgenti, quello che riesce a sintetizzare il pensiero dell’autore nel modo più completo. Pirandello stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita.

Uno, nessuno e centomila è un’opera di lunga elaborazione, di assidua stesura, che accompagna, o per meglio dire informa di sé, il resto della produzione pirandelliana. Da qui l’idea di una nuova e originale messa in scena, che possa ricercare nuovi specifici per lo spettacolo ma, soprattutto, sappia ridisegnare il rapporto, all’interno dello spazio scenico tra parola e gesto. Un unico testo narrativo, per interpretazioni sempre diverse affidate al racconto di Enrico Lo Verso, che mette in scena un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”. Un’interpretazione naturalistica, immediata, “schietta”, volta a sottolineare la contemporaneità di un messaggio universale, univoco, perenne: la ricerca della propria essenza, dentro la giungla quotidiana di omologazioni. La voglia di arrivare in fondo ed assaporare la vita, quella autentica, oltre le imposizioni sociali dei ruoli. La paura di essere soli, fuori dal grido sociale della massa. Ed infine, il piacere unico, impagabile della scoperta del proprio “uno”: autentico, vero, necessario. Il Vitangelo Moscarda interpretato da Lo Verso diventa uomo di oggi, di ieri, di domani. Ed il testo diventa critica di una società che oggi, come cento anni fa (quando il testo fu concepito), tende alla partecipazione di massa a svantaggio della specificità dell’individuo. Ma la sua è una critica volta ad un finale positivo, la scoperta per ognuno di essere sé stessi, dentro la propria bellezza. L’interpretazione, non manca di ironia e sagacia, ricca com’è di inflessioni e note di colore tipiche siciliane, tanto care all’autore del testo, al personaggio e all’attore che lo interpreta. Una messa in scena mutevole in ogni contesto, nel rapporto empatico con il luogo e con chi ascolta e che dà forma ad un personaggio, che è uno, centomila o nessuno, tutti per la prima volta affidati al racconto di una voce.

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Redazione
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