Ilva, parla Rinaldo Melucci: “non riusciamo ad avere accesso al piano industriale!”

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Ilva, la decisione del governo prima ai giornali e dopo agli enti locali, e da Taranto continua il tira e molla istituzionale.

“Nel clima di leale collaborazione istituzionale, come avevamo chiesto al governo prima di rigettare tutto l’impianto, sarebbe stato utile incontrarsi e limare le differenze, questo non è avvenuto,  prendiamo atto è stato mandato il testo prima i TG nazionali, da parte di un governo in sostanza uscente, quindi ormai anche con scarsa legittimazione politica.”

E’ molto duro il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, intervistato da Simone Spetia ad Effetto Giorno su Radio 24 in merito al nuovo scontro con il Governo che ha respinto la proposta di accordo di programma sull’Ilva del Sindaco e del Presidente della Giunta regionale pugliese Michele Emiliano.

Il Sindaco poi sottolinea ancora su Radio 24 che la cosa “più sconcertante è che non riusciamo, come ente pubblico locale quindi non un comitato di cittadini privato, ad avere accesso al contratto e al piano industriale vero e proprio sulla scorta del quale, chiaramente, il Ministro e i ministeri coinvolti esprimono le loro valutazioni. Noi non siamo in grado di correggere il tiro perché ci manca la prospettiva complessiva e devo dire che è tutto molto sconcertante” e continua ancora: “Per questo ci stiamo riservando di verificare anche con la Procura della Repubblica se ci sono dei margini per intervenire su questa vicenda”.

Alla domanda su quali basi hanno fatto ricorso il sindaco di Taranto spiega: “Noi facciamo il ricorso sulla base del DPCM, (che è pubblico n.d.r.) che è di gran lunga insoddisfacente per le esigenze della comunità dal punto di vista dell’ambiente, del rischio sanitario e anche della tutela dell’indotto che di nuovo sparisce dall’ argomento all’ordine del giorno”.

Il governo è già in ritardo perché doveva iniziare la copertura dei parchi minerari per esempio due anni fa e questo è solo uno dei dati salienti in questo procedimento, non ha mai coinvolto la comunità locale, quindi piangere adesso sul latte versato da parte dei ministri che hanno evidentemente accordato troppo all’investitore potenziale non è un problema dell’ente locale”.

Ma accettare la proposta di COmune e Regione vorrebbe dire, di fatto, ricominciare tutto di nuovo azzerando quanto fatto finora e di fatto ritardare anche gli interventi ambientali e al giornalista che gli chiede se non sia fonte di preoccupazione che il muro contro muro possa far saltare tutto il sindaco sottolinea: “Pazienza! Perché questa città è stata stuprata negli anni, non consentiremo l’ennesimo stupro di questa comunità, pazienza per il sistema paese pazienza per l’investitore pazienza per tutti quelli a cui poi tenteremo di dare una mano ricollocandoli nel sistema delle bonifiche e quant’altro, ma noi non svenderemo il nostro territorio e il nostro futuro a dei soggetti che sono all’interno di una  procedura nella quale il governo non si sta comportando da arbitro terzo e nella quale non abbiamo neanche consapevolezza del sistema di garanzie che la legge prevede a sostegno della buona definizione di una procedura di questo tipo”.

Sui tempi della decisione del TAR Melucci s Radio 24 dice: “Penso che rielaboreremo la nostra istanza cautelare, arricchita adesso negli argomenti e non credo che mancheremo l’udienza fissata per il 6 marzo”.

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Redazione
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