Ferrovie Sud Est, per il crac 11 arresti. Ai domiciliari anche l’ex amministratore unico Luigi Fiorillo

0

Undici persone, fra le quali l’ex commissario del Governo ed amministratore unico di Ferrovie Sud Est Luigi Fiorillo, sono state poste agli arresti domiciliari questa mattina dalla Guardia di Finanza per il crac da 230 milioni di euro della società pugliese di trasporti.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto della Repubblica di Bari Roberto Rossi e dai sostituti Francesco Bretone, Bruna Manganelli e Luciana Sivestris.

Le accuse incardinate dalla Procura di Bari sono pesanti: agli indagati sono contestati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2001-2015, fino a quando la società è stata commissariata. Oltre agli arresti, è in corso dalle prime ore di questa mattina l’esecuzione di sequestri per 90 milioni di euro tra beni mobili ed immobili tra Bari, Lecce, Bologna e Roma.

Gli altri colpiti dai provverimenti sono Angelo Schiano, presunto amministratore occulto e avvocato della società, Fausto Vittucci, revisore e certificatore dei bilanci Fse, e agli imprenditori Ferdinando BitonteCarlo BeltramelliCarolina e Gianluca NeriFranco Cezza, a sua moglie Rita Giannuzzi e a suo figlio Gianluigi Cezza, e a Fabrizio Romano Camilli, già assessore regionale ai trasporti con un passato in Forza Italia.

Nell’inchiesta sul crac di Ferrovie Sud Est sono indagate in totale 29 persone, fra imprenditori, dirigenti e progettisti di Fse.

Fiorillo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, in concorso con consulenti e funzionari della società e imprenditori, avrebbe dissipato o distratto fondi per centinaia di milioni di euro nell’arco di circa 10 anni falsificando bilanci e esternalizzando servizi senza fare gare d’appalto.

Secondo gli investigatori, sarebbero dunque accertati elevati sprechi di denaro con un radicato sistema di affidamenti ad personam di incarichi professionali e appalti milionari per servizi, lavori e forniture cui è conseguita una elevata esposizione debitoria della Società che attualmente si trova sottoposta a procedura di concordato preventivo in continuità, acquistata da un anno da Ferrovie dello Stato.

Proprio dalla relazione del commissario straordinario di Fse, Andrea Viero, poi integrata da numerosi successivi esposti alla procura, è partita l’inchiesta. Viero aveva già individuato le cause del dissesto, spiega il gip, in “una lunga serie di atti e decisioni che hanno progressivamente depauperato il patrimonio della società e compromesso gravemente il suo equilibrio economico-finanziario“.

Condividi
Redazione
#raccontiamolapuglia. Quotidiano online indipendente di carattere generalista con un occhio particolare alle tante eccellenze della nostra regione.

Nessun commento

Commenta l'articolo