Chiosco a San Cataldo. Il centrodestra al Comune di Lecce: “sbagliato bloccare l’investimento”

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Sulla controversa questione del chiosco in costruzione sul litorale di San Cataldo, nella marina di Lecce attiguo al dismesso stabilimento Salapia, intervengono i gruppi di centrodestra in Consiglio comunale a Palazzo Carafa, che contestano all’assessore all’Urbanistica e alle Marine Rita Miglietta di non voler rinnovare il permesso a costruire.

“Chi oggi investe sulle marine leccesi – dicono – è da considerarsi un eroe. Ci sono imprenditori che hanno deciso di spendere centinaia di migliaia di euro, essendo sempre in regola con i pagamenti alla pubblica amministrazione e con i permessi a costruire, per creare un esercizio in struttura amovibile sul lungomare di San Cataldo. Tra l’altro in uno dei punti più bistrattati da Madre Natura, proprio dove il fondale non consente la balneabilità delle bellissima marina. L’imprenditore ha iniziato i lavori, dando seguito ad un oneroso investimento, provvisto di tutte le necessarie autorizzazioni. Ha dovuto apprendere – udite udite – dall’intervista televisiva sull’emittente locale Telerama del presidente di un’associazione, titolare di un ristorante-chiosco nell’area limitrofa (quindi di fatto da un collega concorrente…), del fatto che il sindaco Salvemini intende revocare le autorizzazioni concesse dalla precedente amministrazione.

“Noi riteniamo – continuano i gruppi d’opposizione – che bloccare le attività imprenditoriali e gli investimenti sulle marine, frenare l’entusiasmo di quei pochi che credono che il litorale leccese sia realmente una straordinaria risorsa per la nostra città, è un atteggiamento politico sbagliato. Non solo: consultando una serie di amministrativisti abbiamo riscontrato il fatto che il Comune rischia di dover risarcire i danni all’imprenditore che è perfettamente in regola con la legge e le autorizzazioni, soltanto perché il Sindaco, ancora una volta con il solo scopo di differenziarsi a tutti i costi dalla precedente amministrazione, intende cambiare radicalmente l’orientamento. E nonostante a parole dica di voler rilanciare lo sviluppo delle marine, per comportamenti concludenti di fatto lo frena. Ci opporremo a questo modo di fare politica assolutamente slegato dalle richieste della gente e dalla possibilità di creare sviluppo”.

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Redazione
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