Margherita di Savoia, sigilli all’impacchettatrice di sale marino gestita da Atisale

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Non conformità sulla manutenzione degli impianti, sullo scarico delle acque reflue, sulle emissioni acustiche ed anche sull’atto autorizzativo. Le accuse sono gravi e, nella giornata di ieri, hanno portato la provincia BAT a comunicare alla ditta Atisale, che gestisce le saline di Margherita di Savoia in zona Erba dei Cavallari, a sospendere l’impianto che si occupa di essiccazione ed impacchettamento del sale marino.

Del resto, lo stesso impianto era stato già oggetto di prescrizioni da parte della Provincia Bat, in sede di rinnovo dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per l’impianto di essicazione, sito in zona Regina a Margherita di Savoia.

La decisione è stata presa sulla base di una relazione stilata dai tecnici dell’Arpa dopo un sopralluogo compiuto il 17 gennaio scorso.

Certo, una doccia fredda per i 120 lavoratori dell’impianto ofantino, che in questi giorni stanno presidiando gli ingresso della fabbrica e chiedono un incontro urgente con proprietà, istituzioni locali e Regione Puglia.

“Una vicenda purtroppo non attuale ma risalente addirittura al 2014 – commenta il sindaco di Margherita di Savoia Paolo Marrano -. E’ assurdo che i nostri lavoratori siano stati costretti a lavorare in condizioni di precarietà e insicurezza sui luoghi di lavoro, quasi da terzo mondo, ed è ancora più assurdo il fatto che oggi il concessionario Atisale, anziché porre rimedio e mettere in sicurezza i luoghi di lavoro, faccia pesare sui lavoratori e sulla loro stabilità occupazionale le proprie responsabilità aziendali, anche alla luce delle morti bianche che purtroppo anche in questi anni ci sono state. È inutile sottacere – sottolinea il sindaco – che non più di qualche mese fa giungevano rassicurazioni da Atisale, anche se quelle rassicurazioni sono state completamente smentite dagli organi ispettivi: un comportamento superficiale e poco attento alle gravi conseguenze che una assenza di manutenzione può causare in termini di sicurezza per i lavoratori e per l’ambiente circostante”.

E poi il sindaco sottolinea.

“Non basta trincerarsi dietro la procedura di concordato in continuità – ammonisce Marrano -: Atisale non è per il nostro paese una realtà produttiva qualunque; è il concessionario della salina di Margherita di Savoia, è il detentore della nostra storia e dei sacrifici di tutte le nostre generazioni, nonché di 120 lavoratori che in questi anni di difficoltà hanno continuato a riporre la loro fiducia in quella azienda. Non voglio entrare, in questa fase (anche in virtù di dover garantire la continuità aziendale, come da proposta concordataria omologata dal Tribunale) sul perché non siano state poste in essere almeno le azioni idonee a garantire il funzionamento di quell’impianto, assicurando pertanto la sicurezza dei lavoratori, visto che già allora erano state fatte delle prescrizioni. Adesso, bisogna mettere in campo tutte le azioni volte a garantire la continuità occupazionale dei nostri lavoratori, in condizioni di sicurezza, nonché a garantire la salubrità del nostro ambiente. Bisogna fare azione comune, con i lavoratori, le parti sociali e l’azienda, evitando di fare demagogia e populismo, impegnandosi per dirimere la questione tutelando i nostri lavoratori, l’ambiente e la nostra realtà economico sociale” conclude il sindaco.

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Redazione
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