Xylella, deve essere obiettivo di bloccare l’espansione del batterio

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Mentre l’unica cura messa in atto è quella dell’eradicazione degli alberi malati e la sostituzione con altri alberi, senza mai davvero andare a fondo sulle cause del batterio e sul perchè alcuni alberi vengono infettati ed altri no, le notizie che in questi giorni si susseguono sull’avanzata dell’epidemia sono contrastanti, da un lato, e preoccupanti dall’altro.

Se dalla Regione Puglia minimizzano le notizie e diffondono i dati sugli alberi malati e le eradicazioni in atto, le notizie dal mondo agricolo sono di segno opposto, e parlano di una vera e propria epidemia in avanzamento.

E dall’Unione Europea i dati che arrivano sono altrettanto allarmanti. Nel monitoraggio 2016-2017 gli ulivi colpiti erano circa 900, un anno e mezzo dopo sono 3.277. Ma la colpa non è solo del batterio. L’incuria e la disattenzione dei proprietari terrieri hanno probabilmente contribuito al diffondersi della malattia insieme a procedure non sempre celeri e non sempre idonee a combatterla.

I numeri diffusi dalla Ue sono drammatici. Più di 3mila piante colpite ed una produzione olivicola pressocchè dimezzata (-40%) con 800 aziende che hanno dichiarato lo stato di calamità, mentre la “linea” della Xylella avanza verso nord fino a raggiungere le città di Ostuni, Fasano, Monopoli e Carovigno.

“La linea a Nord è stata innalzata più volte: ora è alle porte di Bari”, ha sottolineato alla Stampa Gianni Cantele, presidente di Coldiretti, ” la Regione si sta muovendo ma questo è diventato un problema sovrannazionale“.

“Dopo il via libera da parte di Bruxelles, si delibererà sui reimpianti di alberi resistenti al batterio nella zona infetta”, aggiunge Leonardo Di Gioia, assessore regionale all’Agricoltura.

Ma intanto dalla Cia Puglia arriva l’ennesimo allarme, indicando come priorità quella di bloccare l’avanzata del batterio killer. “L’obiettivo su cui tutti dobbiamo lavorare, senza divisioni o inutili polemiche, è uno solo: fermare l’avanzata della Xylella”.

Nell’incontro svoltosi a Fasano nella giornata di ieri lunedì 16 aprile, è stato Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, a ribadire con forza la necessità di lavorare tutti nella stessa direzione: organizzazioni agricole, agricoltori ed enti preposti, con un ruolo fondamentale della Regione Puglia e un maggiore sostegno da parte del governo nazionale e dell’Unione Europea.

“E’ una guerra e, come tale, va combattuta: è prioritario intervenire celermente completando tutti gli espianti e procedendo ai reimpianti nella zona infetta. Per ogni nuovo focolaio, il ‘fronte nemico’ della Xylella avanza mangiandosi altri ettari di territorio. Dobbiamo invertire la tendenza, ma per fare questo serve cominciare realmente la controffensiva”, ha dichiarato Gianluca Cisternino, assessore all’Agricoltura del Comune di Fasano. Fasano e i comuni del comprensorio, inoltre, hanno chiesto che la Regione Puglia intervenga con risorse straordinarie”

All’incontro, è intervenuto il capitano Sandro D’Alessandro, vicecomandante provinciale dei Carabinieri Forestali di Brindisi, che ha ribadito l’urgenza, da parte degli agricoltori e di tutti gli attori pubblici interessati, di ottemperare alle misure obbligatorie di prevenzione contro la Xylella: la lotta agli stadi giovanili degli insetti vettori con mezzi meccanici è obbligatoria nelle aree delimitate (zona infetta, contenimento e cuscinetto) nel periodo che va da marzo al 30 aprile ed è raccomandata nella zona indenne della Regione Puglia. E’ necessario eliminare le piante erbacee spontanee, ospiti delle forme giovanili dei vettori. Il controllo degli stadi giovanili dei vettori è obbligatorio nei terreni agricoli, extra agricoli e nelle aree urbane, attraverso le lavorazioni superficiali del terreno, la trinciatura e l’interramento della vegetazione spontanea. Dal primo giorno di maggio 2018, come già previsto dalla normativa vigente, agli agricoltori che non si atterranno alle prescrizioni sarà comminata una sanzione pecuniaria  e, cosa ancora più pesante, verrà negato l’accesso ai benefici dei fondi comunitari”.

Sulla Xylella, Cia Due Mari, guidata dal presidente provinciale Piero De Padova, sta lavorando da anni e nell’ultimo mese ha ulteriormente intensificato le azioni di informazione e gli incontri con gli agricoltori, con un’azione di informazione continua, capillare, affinché tutti sappiano non solo quali sono gli obblighi ma anche qual è il modo migliore per contrastare l’espandersi del batterio.

Particolarmente interessante l’intervento di Crescenza Dongiovanni, del Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura “Basile-Caramia”, con l’aggiornamento dei risultati ottenuti dalla scienza per trovare nuovi e più efficaci soluzioni contro l’avanzare della xylella.

“Non possiamo fermarci”, ha aggiunto il vicepresidente CIA Puglia D’Amico, “perché l’obiettivo è fare il 101% per fermare l’avanzata della xylella. In tutta la Puglia bisogna prendere coscienza che l’espandersi del batterio mette drammaticamente a rischio l’intera economia della regione, non solo l’agricoltura, poiché il comparto primario per i pugliesi è lo snodo principale che, a raggiera, interseca e alimenta ogni altro settore, compresi il commercio, l’enogastronomia, il turismo e i servizi”, ha concluso.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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