Il Foggia ferma il Frosinone, ed in serie A ci va il Parma

0

Un’atmosfera incredula al “Benito Stirpe”. Nello stadio del Frosinone negli ultimi minuti di gioco si è passati, in una altalena di grandissime emozioni, dalla gioia incontenibile per una rimonta che profumava di serie A alla disperazione più nera per un gol, bellissimo, di Floriano che ha condannato ancora una volta i laziali ai playoff.

Pianti e lacrime per i padroni di casa, che per il secondo anno di fila devono abbandonare i sogni di promozione diretta per gli scontri diretti. In serie A ci va il Parma dopo il pareggio che i frusinati hanno ottenuto nell’ultima partita di campionato, in casa con il Foggia.

La squadra rossonera ha giocato la sua partita, cercando di resistere quando era necessario, con un progetto tattico fatto di ripartenze e verticalizzazioni, con tanta corsa a centrocampo e densità davanti alla propria area di rigore.

Per tutta la gara il Frosinone ha cercato di tenere il campo con determinazione, ma in tante occasioni il nervosismo e la tensione ha giocato brutti scherzi all’undici di Moreno Longo. Il loro compito, in fondo, era semplice: vincere contro una squadra che non aveva nulla da chiedere al campionato, davanti ad uno stadio completamente favorevole (niente trasferta per i tifosi del Foggia) e staccare il biglietto della Serie A.

Ma non hanno fatto i conti con il Foggia, che ha dovuto ripetere continuamente negli scorsi giorni che non avrebbe fatto la figura della vittima sacrificale e che avrebbe fatto di tutto per portare a casa punti.

Il gol del Foggia arriva al 35′ quando Rubin (ottimo il suo primo tempo, ma che grande errore sull’autorete!) controlla due volte, si inserisce in area dopo aver superato Paganini e tira, la palla viene respinta da Vigorito ma su Mazzeo che, tutto solo sul secondo palo non può proprio sbagliare a porta vuota.

I padroni di casa reclamano un paio di rigori, possono lamentarsi con la sfortuna per il palo su punizione e con Noppert per un paio di parate molto importanti, ma al riposo in vantaggio ci va il Foggia, con i fantasmi dello scorso anno (serie A sfumata per gli scontri diretti con il Verona) ben presenti negli occhi e nelle orecchie dei frusinati.

Nella ripresa si gioca ad una porta soltanto. Pronti via ed è subito Frosinone in avanti, ma la grande occasione per segnare è del Foggia che con Agnelli, Rubin e Berettanon riescono a trovare lo spazio ed il tempo per segnare al termine di una clamorosa giocata con la difesa dei padroni di casa fermi come birilli.

I laziali ci provano in continuazione: Matarese, Dionisi, Ciano, Paganini, Chisbah, Gori… è un vero e proprio assedio rotto soltanto in un paio di occasioni dalle volate del neoentrato Floriano (un antipasto del gol e un campanello d’allarme che il Frosinone non ha saputo cogliere).

Il pari arriva al 22′ con Paganini che inzucca di testa e supera Noppert e cinque minuti dopo trova il vantaggio con un clamoroso autogol di Rubin che con il piede sbagliato manda la palla nel posto sbagliato: alle spalle del proprio portiere.

Lo stadio è una bolgia, e nessuno pensa che qualcuno possa mettere in dubbio la promozione del Frosinone. Sugli spalti è tutto pronto per la grande festa, mentre soltanto Moreno Longo implora i suoi di giocare con calma e maturità.

Ed invece nel momento topico della partita, con il Frosinone in pieno possesso palla, un micidiale contropiede di Floriano si conclude con un gran gol che supera Vigorito e gela tutto lo stadio. Prima dei 4 minuti di recupero, delle inutili occasioni nel finale e del triplice fischio del direttore di gara.

Per il Frosinone un vero e proprio dramma sportivo, per il Foggia un punto che ha onorato il campionato ed una squadra che non ha mai mollato. Nemmeno quando non c’era nulla da prendere.

Condividi
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

Nessun commento

Rispondi