Cia Puglia: “La Xylella alle porte di Bari, bisogna fermarla”

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Si è svolto venerdì sera presso la sala convegni del comune di Palo del Colle, l’incontro promosso dalla Cia in collaborazione con il comune sul tema della Xylella.

Sono intervenuti Gaetano Bonasia, agronomo e responsabile tecnico della OP Oliveti Terra di Bari ePierfederico Lanotte ricercatore del CNR.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i comportamenti che gli agricoltori e le istituzioni devono adottare per evitare il diffondersi tramite il vettore del batterio della Xylella. All’incontro è intervenuto Giuseppe Denoia (nella foto) del direttivo provinciale CIA Levante.

“Auspico senso di responsabilità da parte degli agricoltori e delle istituzioni”, ha detto Denoia, “dobbiamo rendere difficile la vita al batterio che inesorabilmente sta avanzando verso il nord della Puglia ed è ormai alle porte della provincia di Bari. Occorre un impegno unitario per il riconoscimento dello stato di calamità a seguito delle gelate che a fine febbraio hanno colpito la provincia di Bari con gravi danni, anche strutturali, soprattutto alle colture arboree e agli oliveti in particolare”.

Giuseppe Calemma, olivicoltore di Palo del Colle e attivista della Cia, ha chiesto all’amministrazione comunale l’istituzione di un tavolo tecnico composto da tecnici, ricercatori e organizzazione per dare una corretta informazione. Per aiutare l’amministrazione comunale a effettuare gli interventi di manutenzione per la pulizia delle aree pubbliche, è stato proposto di fare delle convenzioni tra comune e imprenditori agricoli in attuazione della legge di orientamento (decreto legislativo 228 del 2001).

Per Felice Ardito, presidente provinciale CIA Levante, “la Cia sin dalle prime notizie del diffondersi dell’infezione, si è dichiarata favorevole alla immediata eradicazione delle piante infette e alla attuazione delle misure volte a contenere il diffondersi del batterio. In merito alle gelate del mese di febbraio, i danni sono notevoli, in molti casi si tratta di danni strutturali, di interi impianti per i quali sarà necessario ricostruire ex novo, motivo per cui chiediamo l’individuazione di misure e fondi straordinari per la ricostituzione degli impianti. Se si tiene conto che un ulivo, per andare in piena produzione, ha bisogno di almeno 6-7 anni, dobbiamo mettere nelle condizioni gli agricoltori di poter andare avanti. I repentini cambiamenti climatici rendono ormai la legge 102/2004 superata. Occorre un sistema assicurativo, alimentato dalla Pac e dalla fiscalità generale, che consenta alle imprese agricole di sopravvivere alle calamità e alle crisi di mercato. Un sistema assicurativo accessibile e semplice da attivare.

L’assessore all’Agricoltura del comune di Palo Vito Savino ha accolto le proposte avanzate nel corso dell’incontro e ha evidenziato le difficoltà degli enti locali per effetto della scarsità delle risorse finanziarie.

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