Aquarius: porti chiusi ad urne chiuse

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Oggettivamente, il Ministro degli Interni Salvini, sta facendo una sola cosa: “Mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale.” E dopo pochi giorni, alacremente, ha alzato la voce dopo anni di silenzi e di ipocrisie europee sull’accoglienza.

Incassato il primo importante risultato con la nave Aquarius, facendo in modo che la Spagna aprisse i propri porti e non lo Stivale, il premier Conte ha riunito in un vertice a Palazzo Chigi con i due vice-premier Salvini e Di Maio, il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, Toninelli delle Infrastrutture, il capo di Stato maggiore della Difesa ed i vertici della Guardia Costiera.

L’obiettivo è quello di concretizzare nel tempo e nello spazio la nuova linea di fermezza, specie in virtù dei prossimi appuntamenti d’incontro con Macron e Merkel, infatti chiosa il Segretario della Lega: “L’Italia da oggi non è più da sola e c’è un governo che educatamente ha alzato la voce.”

E rincara, che non intende arretrare di un millimetro: Oggi abbiamo svegliato la coscienza dormiente degli spagnoli. Speriamo di riuscire a fare altrettanto con i francesi, coi maltesi, con tutti quelli che osservano. Salvare vite sì, ma l’obiettivo è quello di fermare le partenze e di rendere sicura la vita e il lavoro nel continente africano. Poco cambia che la nave si chiami Aquarius o Sea Watch 3: vogliamo porre fine a questo traffico di esseri umani. Se ci saranno altre navi di altre Ong battente bandiera straniera faremo lo stesso ragionamento“.

Inoltre, ribadisce un concetto asciutto quanto pragmatico, non abbiamo bisogno di più quattrini per gestire l’emergenza migratoria, ma al contrario vogliamo un impegno solido di tutti i partner UE nella gestione e nella ripartizione dei flussi, prima di andare a risolvere a monte il problema delle partenze: “Non vogliamo dei soldi, non chiediamo dei soldi. Non è possibile che solo la guardia costiera italiana e solo la Marina militare italiana con risibile partecipazione della missione europea si faccia carico del pattugliamento e del salvataggio. Ci interessa un aiuto concreto ad esempio sulle migliaia di ricollocamenti che sono solo sulla carta e non sono effettivi. Stiamo lavorando da ieri e penso che nelle prossime ore ci saranno delle notizie“.

Un segno di discontinuità netto, chiaro e alquanto necessario se davvero, questo, sarà il Governo del Cambiamento.

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Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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