Riduzione delle liste d‘attesa in sanità: Consiglio regionale rinvia esame pdl

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Tentennamenti sulla proposta di legge per la riduzione delle liste d’attesa nella sanità pugliese, o necessità di valutare gli emendamenti proposti, o ancora una nuova proposta avanzata dalla maggioranza che metterebbe in imbarazzo il Consiglio Regionale chiamato a scegliere tra i testi?

Di fatto oggi, nella seduta del Consiglio regionale l’Aula ha rinviato a maggioranza l’esame della proposta di legge (primo firmatario Fabiano Amati) sulle misure per la riduzione delle liste d‘attesa in sanità.

La richiesta è partita dal capogruppo del PD Paolo Campo a seguito dei numerosi emendamenti in fase di presentazione nel corso della seduta, che si sono affiancati a quelli precedenti. Campo ha auspicato un esame organico dell’intero provvedimento per la prima seduta utile del Consiglio (probabilmente il 9 ottobre).

Contrario Ignazio Zullo (Dir) che ha invitato la maggioranza a chiarire la sua posizione in ordine all’intera questione della riduzione delle liste d’attesa, considerato che sulla materia è stata presentata un’altra pdl a iniziativa di Paolo Pellegrino (La Puglia per Emiliano).

“Le liste d’attesa si allungano per colpa dei medici? E’ questo il pensiero di questa Giunta regionale e della sua maggioranza? Abbiano il coraggio di dirlo! Non si nascondano – ha sottolineato Zullo – dietro richieste di rinvio per mascherare la spaccatura che sul tema esiste anche fra di loro. Una spaccatura anche evidente visto che si è giunti in aula con ben due proposte di legge del centrosinistra: quella del consigliere del Pd, Fabiano Amati, e quella del consigliere “La Puglia con Emiliano”, Paolo Pellegrino, mentre è assordante il silenzio sull’argomento dell’assessore alla Sanità, il presidente Emiliano”.

Nino Marmo (FI) ha sottolineato la mancanza di una presa di posizione al riguardo da parte del Governo regionale, tenendo conto che questo adempimento rientra tra gli elementi di valutazione dell’operato dei direttori generali e che può anche essere motivo di decadenza degli stessi.

Infine Mario Conca (M5S), che dopo avere auspicato l’abolizione del regime in intramoenia, ha espresso la necessità di discutere subito dell’argomento che peraltro è già contemplato nella legislazione nazionale e nei regolamenti regionali.

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