Regione Puglia, iniziato l’iter per la fusione tra Presicce ed Acquarica

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Ancora qualche mese e, se i cittadini interessati lo vorranno, Presicce ed Acquarica del Capo si uniranno in un unico Comune. Ha preso ufficialmente via, infatti, nella VII Commissione presieduta da Erio Congedo, l’iter legislativo che porterà all’istituzione del nuovo comune di Presicce-Acquarica in sostituzione dei due centri confinanti del Basso Salento ed oggi autonomi.

Alla presenza del presidente Michele Emiliano, dei sindaci Riccardo Monsellato (Presicce) e Francesco Ferraro (Acquarica), la Commissione ha votato alla unanimità il disegno di legge istitutivo del nuovo Comune. Il processo legislativo proseguirà con l’esame del Ddl da parte dell’Aula. L’approvazione porterà alla celebrazione del referendum consultivo nei comuni interessati.

Come ha sottolineato il presidente Congedo, il processo di fusione ha richiesto ad entrambe le amministrazioni la produzione di atti deliberativi a fronte di normative nazionali e regionali (tra cui una legge specifica e riferimenti statutari) ed in futuro l’iter continuerà ad essere particolarmente complesso, al di là delle logiche di campanile. Chiave di volta l’esito referendario.

Se entrambe le comunità, singolarmente, esprimeranno esito favorevole, il disegno di legge tornerà in Commissione per il recepimento degli emendamenti proposti (uno è relativo all’incremento delle risorse finanziarie regionali, proposto da Sergio Blasi e l’altro riguarda esigenze di drafting legislativo, come ha sollecito Andrea Caroppo). In caso contrario il processo di fusione si interromperà e non potrà riprendere prima di cinque anni. Così sarà vanificato il lavoro intrapreso dalle attuali amministrazioni che nel 2015 hanno dato il via all’iter procedurale che segue un percorso ordinario, quello previsto dalla legge Del Rio.

L’obiettivo progettuale, comune un po’ a tutti i centri del Salento che nel 70% dei casi non superano i 4000 abitanti, è conseguire economie di scala nella gestione dei servizi erogati ai cittadini, migliorare la performance complessiva rispetto ai risultati sino ad ora raggiunti dai comuni singolarmente intesi, accrescere il ‘peso politico’ del territorio, conseguire benefici statali e regionali necessari al conseguimento di molti degli obiettivi che gli organi di indirizzo e di governo del territorio si prefigge in un quadro economico e finanziario caratterizzato da continui tagli al trasferimento delle risorse.

Come molti hanno sottolineato indicando come in Puglia l’ultima fusione tra piccoli comuni risalga al 1927 quando Canneto e Montrone diedero vita all’odierna Adelfia, al tentativo di Presicce ed Acquarica si guarda con particolare attenzione. Lo ha confermato a conclusione dei lavori anche il presidente Emiliano. Sottolineando la complessità del processo, ha rivolto gli amministratori dei due centri salentini parole di apprezzamento. “Pur con sfumature partitiche differenti siete riusciti a far prevalere l’interesse generale delle comunità, ha detto Emiliano, non è una cosa di poco conto, considero il massimo dei risultati conseguibili.”

Il presidente ha poi incoraggiato gli amministratori degli altri comuni pugliesi a imitare l’esempio dei loro colleghi di Presicce ed Acquarica. “Il governo della Puglia – ha detto – non si limiterà ad un formale sostegno ma dimostrerà concretamente cosa ci si guadagna a seguire il percorso della fusione.”

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