L’ora legale, tra risparmi e sveglie nel week end dormiremo un’ora in più

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Sabato prossimo si potrà dormire per un’ora in più, con l’arrivo dell’ora legale. Le lancette dovranno essere spostate indietro di 60 minuti, per abbandonare l’ora legale e, forse per l’ultima volta e dare il benvenuto a quella solare.

Per chi non lo sapesse, l’ora legale, è una convenzione, creata a partire dalle riflessioni di Benjamin Franklin pubblicate sul quotidiano francese Journal de Paris nel 1784 che fa avanzare le lancette dell’orologio di un’ora rispetto all’inverno per poter godere maggiormente della luce naturale e favorire il risparmio economico ed energetico. Questa convenzione è entrata in vigore in Italia nel 1966, ed è diventata norma in Europa in seguito ad una direttiva del Parlamento europeo 2001, con cui si stabilisce convenzionalmente che in tutti i Paesi dell’Unione, a cui si aggiungono Svizzera e Norvegia, l’ora legale parta dall’ultima domenica di marzo e termini l’ultima di ottobre.

Questo però potrebbe essere, però, l’ultimo cambio perché l’Unione Europea avrebbe in progetto di abolire questo cambio.

Per i Paesi che decideranno di adoperare per tutto l’anno l’ora legale, la linea di demarcazione finale è prevista per il 31 marzo 2019, mentre per quelli che opteranno per l’ora solare la scadenza è fissata al 27 ottobre 2019.

Questo cambiamento “è necessario” perché, come ha dichiarato Juncker nei giorni scorsi, “gli Stati membri dovrebbero decidere da soli se i loro cittadini devono seguire l’ora legale o quella solare”. La Commissione, prende quindi una posizione ufficiale sull’abolizione della convenzione, ma la misura dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dai capi di Stato e di governo.

Gli stati potranno scegliere autonomamente tra due finestre per cambiare il proprio orario, ma dal 28 ottobre 2019 la scelta fatta potrebbe non permettere più ripensamenti. La proposta suggerita dall’Unione Europea nasce a seguito un sondaggio condotto tra 4,6 milioni cittadini europei, anche in rete, la cui maggioranza, precisamente l’84% si è dichiarata a favore dell’eliminazione dell’ora legale.

Tuttavia in Italia secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, l’applicazione della convenzione porterà ad un risparmio stimato di energia elettrica pari a circa 562 milioni di kilowattora, ossia il quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di circa 200’000 famiglie. La stima del risparmio economico relativo al minor consumo elettrico nel periodo di ora legale per il 2018 è pari a 116 milioni di euro.

Dal 2004 al 2017, continua Terna, il minor consumo di elettricità per il nostro Paese grazie all’ora legale è stato complessivamente di circa 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente al fabbisogno elettrico annuo di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 435 milioni di euro.

Il cambio comporterà quindi ulteriori rincari in fattura?

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