A Ostuni un week-end d’arte contemporanea

0

È un interessante fine settimana d’arte contemporanea quello in programma a Ostuni. Da venerdì 5 a domenica 7 settembre, infatti, la Città Bianca sarà lo scenario della rassegna Attraversamenti, festival multidisciplinare “delle Terre al di là del mare” dedicato all’incontro tra le culture delle due sponde dell’Adriatico, quella italiana e quella balcanica.

L’iniziativa, un progetto dell’associazione Presente Continuo sotto la direzione di Alexandra Gracco Kopp, prevede un programma che, articolato in più sezioni (Arte, Cinema DOC, Design, Food, Incontri, Musica, Percorsi, Teatro), ruota attorno ai nodi concettuali della “questione geo-politica posta dalla frontiera Adriatica” e della “mobilità e l’ibridazione come fenomeni alla base di nuove mappe culturali e il binomio fra identità e nomadismo”. Intento degli organizzatori è dunque quello di ridurre sensibilmente – per non dire annullare – la distanza che intercorre tra le due coste adriatiche, coinvolgendo artisti e operatori attraverso attività interdisciplinari.

Nella sezione Arte sono presenti due mostre collettive che, per i nomi e per le opere, rientrano pienamente e organicamente nelle linee guida del festival.

La prima, intitolata Itaca e curata da Antonio Frugis e Roberto Lacarbonara, vede la partecipazione di un folto gruppo di artisti pugliesi e albanesi; promossa dalla Fondazione Pino Pascali e allestita nel Museo delle Civiltà Preclassiche della Murgia meridionale di Ostuni, essa mira a favorire “uno scambio dialettico tra Puglia e Albania” con il confronto tra i dieci artisti coinvolti – Antonio Abbatepaolo, Iginio Iurilli, Peppino Campanella, Miki Carone, Endri Dani, Gianmaria Giannetti, Ilir Kaso, Giampiero Milella, Ergin Zaloshnja, Enkelejd Zonja – rappresentanti dei due territori del bacino del Mediterraneo, da sempre posti in costante dialogo. Sullo sfondo viene collocata idealmente l’immagine Itaca, la mitica patria di Ulisse, punto di arrivo e insieme di partenza, “storia di un viaggio in direzione di se stessi”.

La seconda collettiva, Geografie, è invece a cura di Giulia Giovanardi e Alexandra Gracco Kopp con Qwatz – artist in residency program; pensata come evento diffuso, organizzato cioè nell’intero centro storico ostunese, si configura come un percorso attraverso gli edifici, i chiostri e le piazze cittadine, tra cui il convento della Madonna del Carmine e l’ex Fabbrica del Tabacco, siti che verranno riaperti al pubblico dopo decenni di chiusura.

Gli artisti presenti – Gea Casolaro, Maria Adela Diaz, Rä di Martino, Raffaele Fiorella, Andrea Galvani, Timea Anita Oravecz, Giovanni Ozzola, Marta Roberti, Alice Schivardi, Giuseppe Stampone, Pleurad Xhafa – espongono le loro opere immaginando una nuova geografia senza più confini e delimitazioni, un rinnovato “luogo della soggettività” basato sulla propria sensibilità estetica: “partendo da questa prospettiva il mondo si presenta come un territorio da esplorare e indagare, andando oltre i parametri fissati e stabiliti dalle convenzioni e dalle contingenze politiche ed economiche”.

Muovendo da questi presupposti, si punta a riscoprire la curiosità e il piacere libero della scoperta, ma anche a riprovare la paura dell’ignoto, instabile e privo di ogni riferimento, in un percorso che si dipana suggestivo nelle viuzze e nei saliscendi del Borgo Antico di Ostuni creando un affascinante attraversamento che collega l’oriente dell’Adriatico al suo occidente.

Condividi
Nicola Zito
Dottore di Ricerca, collabora presso la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Bari.

Nessun commento

Commenta l'articolo