Abbaticchio: C’è bisogno di meno farmaci e più consapevolezza

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È Ludovico Abbaticchio, ginecologo barese a completare il nuovo consiglio d’amministrazione dell’Agenzia Italia del Farmaco, il cui restilyng è stato presentato dalla titolare della Salute, Beatrice Lorenzin presso la Presidenza del Consiglio.

Classe 53, residente nel capoluogo pugliese, Abbaticchio è il primo medico barese a ricevere la nomina diretta del ministro della Salute, un riconoscimento importante per il medico barese che nella passata legislatura ha ricoperto il ruolo di assessore al welfare per il Comune di Bari.

Dottor Abbaticchio, una nomina prestigiosa per lei.

“Sono onorato della nomina e del ruolo che mi è stato affidato – confida – era inaspettata”.

Quali sono i principali obiettivi che in qualità di Consigliere dell’AIFA, posizione di grande responsabilità, si pone di raggiungere?

“È chiaro che le politiche del farmaco rappresentano un apparato delicato. Sono all’inizio del mio mandato, devo capire bene come operare, ma molto importante sarà per me la rivisitazione della farmaco-distribuzione, che interessa soprattutto la Puglia. Inoltre incentivare la cultura del non abuso e l’utilizzo minimale nei bambini”.

“Sono in fase di studio – aggiunge Abbaticchio –  ma credo nell’importanza di campagne assistenziali per l’uso di farmaci, soprattutto destinate alle fasce sociali meno abbienti. Inoltre la rivisitazione della distribuzione di alcune categorie di farmaci come quelli psichiatrici, da utilizzare con criterio in associazione alla psicoterapia”.

“Un altro problema da affrontare – sottolinea – è quello del costo dei farmaci in Europa; per esempio quelli prodotti dalla stessa ditta, ma distribuiti in maniera diversa nelle Regioni europee. Poi c’è il tema della informazione scientifica del farmaco; della distribuzione e regolamentazione dei radiofarmaci e il rapporto con il Sistema Sanitario”.

In relazione ad uno Stato che lascia alle Regioni la gestione delle ricette a carico del Sistema Sanitario Nazionale, e alle voci autorevoli che rappresentano e governano la realtà sanitaria, da Farmindustria agli scranni parlamentari reclamando un’unica Italia in tema di assistenza sanitaria, come si pone nell’AIFA?

“Siamo ancora lontani da un sistema di rinnovamento nello stato europeo. La farmaco economia è un settore complesso. Inoltre alcuni percorsi terapeutici dovrebbero essere studiati meglio, perché il farmaco non deve essere causa di una ingente spesa. Tra le altre cose andrebbero studiati sistemi che riducano le liste d’attesa; bisogna rivedere il discorso relativo ai farmaci generici (medicinali con la stessa composizione quali-quantitativa del prodotto originale, stessa formulazione, ma costo inferiore ndr)”.

“Non bisogna dimenticare – ribadisce Abbaticchio – che il farmaco non può diventare un prodotto da supermercato, bisogna incentivarne l’uso appropriato e corretto secondo gli obiettivi del pharmaceuticalcare”.

È polemica in questi giorni sull’inserimento del ticket pari a due euro per le prenotazione e disdette delle visite mediche attraverso lo sportello CUP attivo facoltativamente all’interno delle farmacie. Servizio gratuito fino allo scorso 26 agosto. Qual è la sua posizione a riguardo?

“Sono assolutamente contrario al pagamento di questi due euro. Significa pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. Ho già espresso il mio dissenso e l’ho reso noto all’assessore alla Sanità (Donato Pentassuglia ndr.”)

Ma ritiene che sia corretto che la farmacia impieghi tempo e risorse fornendo un servizio gratuito?

“La farmacia recupera comunque erogando questo questo servizio; entra più gente e fornisce un servizio apprezzato dalla clientela”.

Insomma, di lavoro da fare per l’Aifa e per Ludovico Abbaticchio ce n’è tanto. Ci salutiamo ripromettendoci di tornare a discutere con lui dei tanti temi e problemi che, dal punto di vista medico e politico, è indispensabile affrontare e risolvere.

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Maria Pia Ferrante
Nata a Bari nel 1982, laureata in Farmacia, è insegnante e pubblicista. Appassionata di cinema e musica, vivrebbe ovunque purché davanti un palco o un grande schermo. Mischia cucina e alchimia. Sunset victim; rock fanatic. Girovaga per festival e si commuove sempre sulla sigla di Fuori Orario

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