Aeroporti di Puglia, la UIL punta l’indice sui rapporti con Ryanair

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Ryanair, la compagnia low-cost irlandese, finisce nell’occhio del ciclone. Sotto accusa la volontà espressa da Giuseppe Acierno, amministratore di Aeroporti di Puglia, di rinnovare l’accordo con la compagnia aerea irlandese per altri 5 anni. Rinnovo automatico non previsto dalle nuove disposizioni dell’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione Civile. Come ribadito dal presidente Vito Riggio lo scorso 13 settembre, durante un sopralluogo al cantiere della nuova ala dello scalo aeroportuale barese, “sulla questione degli aiuti a Ryanair si dovrà applicare la nuova normativa che impone il bando pubblico. Non ci sono altre vie da seguire”.

Sulla questione scende in campo anche Aldo Pugliese, segretario regionale della UIL, secondo cui “ammesso e non concesso che la normativa in questione possa non essere applicata in quanto non ancora in vigore, la logica e il buonsenso avrebbero imposto un rinnovo annuale e non quinquennale, con dodici milioni di euro sborsati a favore di una sola compagnia aerea”.

La Regione Puglia ha un accordo con Ryanair dal 2009. Anche in quel caso, l’affidamento non passò per un bando pubblico.  “Nel 2009 – spiega Giovanni Giannini, assessore ai trasporti della Regione Puglia – con la crisi dell’Alitalia e la revoca della licenza a Myair da parte di Enac, la Regione Puglia ha rischiato di registrare un crollo del traffico aereo e dei flussi dei passeggeri, con conseguente emarginazione rispetto al resto dell’Italia e dell’Europa. La Regione – prosegue Giannini – ha quindi deciso, attraverso Adp, di far fronte alla situazione di necessità e urgenza individuando il soggetto a cui affidare l’espletamento del servizio di comunicazione e marketing tramite una procedura negoziata. La procedura prevede un’indagine di mercato che, in questo caso, ha visto coinvolte quasi 30 compagnie aeree. Al termine di questa procedura – conclude Giannini – la proposta della società AMS, società di comunicazione e marketing della Ryanair, è risultata la più favorevole, così come certificato dal Nucleo di valutazione degli investimenti della Regione Puglia, valutazione positiva confermata anche da appositi studi ed analisi realizzati dall’Università degli Studi di Bari nonché dagli uffici regionali competenti”.

Accordo che prevede l’esborso, da parte della Regione Puglia, di 12 milioni annui. A questa cifra va aggiunto lo “sconto del 50% sui costi di handling (le tariffe per i servizi di terra, n.d.r.), per un totale di 5 milioni – continua Pugliese – che portano a 17 annui i contributi destinati a Ryanair, 85 per cinque anni. Non vorremmo che l’accordo prevedesse anche un corrispettivo in funzione dell’incremento passeggeri: sarebbe davvero il colmo”. Incremento che, secondo le stime della Regione Puglia, sarebbe testimoniato dalla maggiore incidenza del settore turismo sul PIL regionale: 8% nel 2013, secondo le stime dell’Università degli Studi di Bari, frutto dell’aumento delle presenze turistiche straniere provenienti da Paesi e città direttamente collegate con gli scali pugliesi.

“Peraltro – attacca ancora Pugliese – la Regione Puglia e Aeroporti di Puglia dovrebbero chiarire se e dove Ryanair versa i contributi dei propri lavoratori. Qualora gli stessi dovessero essere versati ancora all’estero, si tratterebbe di un danno clamoroso ai danni dell’erario italiano, nonché di concorrenza sleale legittimata dalle istituzioni ai danni di altre compagnie”.

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Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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