Bari, agricoltori oggi in piazza per chiedere la modifica della legge sul caporalato

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Secondo gli imprenditori agricoli e le associazioni imprenditoriali di settore è necessaria ed indispensabile una modifica alla legge sul caporalato che possa, al tempo stesso, combattere il fenomeno criminoso e tutelare le imprese che operano, tra mille difficoltà, nella legalità.

Sono previsti, infatti, dal dettato normativo, numerosi punti che vanno ad ostacolare il lavoro agricolo a prescindere da qualunque collegamento con fatti ed azioni relative al caporalato, finendo di fatto per danneggiare tutto il comparto.

Già negli scorsi giorni, il 31 marzo scorso una delegazione di Confagricoltura Bari ha incontrato il prefetto del capoluogo pugliese, Marilisa Magno, per esprimerle la fortissima preoccupazione sulle ricadute che l’applicazione integrale della Legge 199/2016 potrebbe avere sul sistema imprenditoriale agricolo pugliese.

E questa mattina è prevista a Bari una manifestazione, proprio di fronte alla Prefettura, per cercare di smuovere la situazione. Al fianco degli agricoltori hanno confermato la propria presenza alcuni deputati del territorio ed in particolare una delegazione di Direzione Italia.

“Migliaia di agricoltori – sottolinea Nuccio Altieri – scenderanno in piazza per mettere in mora il Ministro Martina ed io insieme ad altri deputati e senatori di Direzione Italia saremo al loro fianco. Chiediamo un incontro al Ministro Martina entro la settimana per intervenire al più presto e prima che le lavorazioni agricole entrino nella fase di maggiore impegno lavorativo”.

“Lo scorso 8 febbraio – spiega il parlamentare pugliese di Direzione Italia – la Camera dei Deputati ha accolto un mio ordine del giorno che impegna il Governo ad intervenire per sanare le criticità e le generalizzazioni della legge sul caporalato, che sta creando molti disaggi e preoccupazioni tra gli agricoltori onesti. Dall’8 febbraio sono passati quasi due mesi, ho scritto due lettere di sollecito al Ministro Martina, ma ad oggi non è arrivata alcuna risposta, forse a causa dei numerosi impegni del Ministro legati al congresso del PD. Ma l’agricoltura non può aspettare il 30 aprile e la fine delle beghe tra Renzi, Emiliano ed Orlando. Lo scorso 16 marzo ho depositato insieme ad altri 20 deputati, tra cui due ex ministri dell’agricoltura, una proposta di legge per cambiare le norme sul caporalato, che rischiano di confondere inadempimenti amministrativi con reati penalmente perseguibili per sfruttamento“.

E intanto Confagricoltura Bari, in continuità con l’azione sindacale di forte contrasto svolta  durante l’iter di approvazione parlamentare della legge, ha ribadito il concetto che le imprese agricole associate ripudiano ogni forma di capolarato e di sfruttamento dei lavoratori, ma al contempo, ritengono che gli strumenti previsti dalla suddetta normativa rischino, in assenza di puntuale e precisa regolamentazione, di colpire indiscriminatamente i datori di lavoro in particolare di un settore che occupa milioni di giornate e che ha contribuito a mantenere i livelli occupazionali in un periodo di crisi e di difficoltà sociali.

Nel corso dell’incontro con il prefetto di Bari, i componenti della delegazione per conto di Confagricoltura Bari hanno sottolineato che tale incertezza e le crescenti tensioni derivanti da norme legislative (che colpiscono le aziende agricole a prescindere dal collegamento con  l’intermediazione di manodopera irregolare) non solo non favoriscono un confronto disteso tra le parti sociali in un momento cruciale per il rinnovo del contratto provinciale operai agricoli, ma possono anche portare a fenomeni di protesta incontrollata e incontrollabile.

Fondamentale è quindi una urgente convocazione del Tavolo permanente contro il capolarato.

Il direttore di Confagricoltura Bari, Vincenzo Villani, ha poi ribadito che i recenti fatti di cronaca, avvenuti in Puglia, hanno determinato una indiscriminata criminalizzazione dell’intero comparto, ortofrutticolo in particolare, nonostante il tessuto produttivo agricolo sia formato da imprenditori che rispettano i lavoratori e i loro diritti e che operano nell’ambito dell’assoluta legalità. Questi sono i valori di Confagricoltura che ha inserito nel proprio codice etico l’obbligo di sospensione e successiva espulsione per le aziende associate che non li rispettino.

Il prefetto Magno ha condiviso le preoccupazioni relative a un crescente stato di tensione nel comparto e ha sottolineato che ogni rivendicazione deve comunque rimanere nell’alveo della legalità e responsabilità di tutte le parti coinvolte. Il Prefetto di Bari si è impegnato a convocare nell’immediato il “Tavolo permanente contro il caporalato”.

“La convocazione di un Tavolo istituzionalmente dedicato al monitoraggio del lavoro agricolo e allo studio rapido di soluzioni legislative valide, mi sembra una soluzione senza dubbio adeguata – afferma Michele Lacenere, presidente di Confagricoltura Bari – Senz’altro più di una protesta di piazza fine a se stessa che, paradossalmente, viene oggi appoggiata da parlamentari che, non solo non hanno ascoltato le nostre ragioni nelle sedi e nei tempi opportuni, ma soprattutto non hanno votato contro l’approvazione di questa stortura legislativa ignorando i nostri appelli di voto consapevole e coscienzioso”.

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Redazione
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