Al Teatro Traetta di Bitonto arriva una stagione a misura d’uomo

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Il Teatro di Bitonto, intitolato a Tommaso Traetta, riaprì i battenti nel 2005, una volta ristrutturato dopo 45 anni di chiusura: nelle intenzioni degli amministratori non c’era solo la volontà di restituire alla città il suo tradizionale contenitore culturale tornato al suo splendore, ma anche quello di bonificare la città vecchia. Oggi si può dire che l’obiettivo è stato raggiunto, perché solo la cultura è la forza in grado di migliorare l’uomo.

Di questo e altro si è parlato nella conferenza stampa per presentare la nuova stagione teatrale. Il teatro dalla sua riapertura è stato inserito nel circuito del Teatro Pubblico Pugliese, e ciò è servito a conferirgli autorevolezza e prestigio: gli sforzi dell’amministrazione sono davvero notevoli, se si considera che per il 2016/2017 sono stati impegnati 120.000 euro (compresi i festival già programmati), ma c’è di che essere orgogliosi. Inoltre il sindaco Michele Abbaticchio punta ad estendere l’interesse intorno al Traetta a quei Comuni limitrofi (Terlizzi, Bitetto, Palo del Colle soprattutto) che un teatro non hanno, proponendolo quindi come teatro del territorio, in grado di promuovere anche le realtà di quei paesi.

L’assessore alla cultura Rocco Mangini ha dichiarato che al Traetta da ottobre a maggio ci saranno ben 8 rassegne, fra le quali anche quella lirico-sinfonica. Il cartellone della stagione prevede 12 spettacoli più 5 fuori abbonamento di cui uno già svolto a settembre. Non si esula dalla consueta sintesi di prosa e musica, con una attenzione particolare agli artisti pugliesi: Michele Placido, Sergio Rubini, Emilio Solfrizzi, Maurizio Micheli, Giusy Frallonardo, Rossella Giugliano e i bitontini Mimmo Mancini ed Elisabetta Tonon; troviamo ancora altri attori di grande notorietà come Claudia Gerini, Ambra Angiolini, Antonella Elia. Per la musica ci saranno Fabrizio Moro, Roberto Vecchioni e Giovanni Lindo Ferretti. Da sottolineare “Le Olimpiadi del 1936” di Federico Buffa in esclusiva regionale.

Presente alla conferenza stampa anche il direttore artistico della rassegna quell’impareggiabile affabulatore che è Michele Mirabella (nella foto), uomo di grande cultura. Non ha parlato tanto degli spettacoli in cartellone, ma a largo raggio sulla situazione culturale della sua Bitonto accentrata nel Parco delle Arti. Ha duramente respinto le critiche di chi sostiene che un Teatro così piccolo non serve, perché “questa città produce un pubblico che ha affollato la Cattedrale qualche giorno fa per la Sinfonia n. 9 di Beethoven: 1300 persone fanno testo, a prescindere dal fatto che l’ingresso era libero. E se esiste un pubblico allora serve anche un teatro: il Traetta  deve essere come un gonfalone della città!” Ha poi aggiunto che la stagione è stata allestita non come specchio di notorietà, ma per attirare pubblico, mettersi sul mercato senza stare ad aspettare le sovvenzioni delle istituzioni. Ha infine auspicato anche altre iniziative culturali, come quella di un cineforum da dedicare a Pasqual u’ Dramm’, personaggio bitontino appassionato del ‘cinematografo’.

In conclusione Mangini ha precisato che il costo degli abbonamenti è rimasto inalterato rispetto allo scorso anno con in più uno spettacolo, e che ci saranno facilitazioni per gli studenti con il bonus cultura tramite il TPP.

Prossimi appuntamenti: il 14 ottobre il concerto di Fabrizio Moro; 4 e 5 novembre  il IX Premio Nazionale Musica d’Autore; l’11 Roberto Vecchioni in esclusiva regionale; il 27 “Le Olimpiadi del 1936” al Cinema Coviello; il 3 dicembre Mimmo Mancini e il 17 Ambra Angiolini con “Tradimenti” di Pinter.

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