Altamura, Forte, le indagini, i silenzi e le ombre

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Il Sindaco di Altamura agli arresti domiciliari dal 12 luglio c.m. per la presunta mazzetta intascata dalla Besa Costruzioni srl, dell’imprenditore albanese Bertin Sallaku, di € 15.000,00 affinché fosse preferito nell’affidamento di alcuni lavori sulle acque reflue, due anni orsono si era presentato con questo slogan alle Amministrative: “Forte nei fatti!”

Ed effettivamente non si può dire non abbia mantenuto la parola, anzi, ci ha regalato prime pagine Ansa e una fioritura di cronache nazionali, prima per l’accoglienza dei richiedenti asilo, poi per alcuni scioperi della fame che avrebbe dovuto tenere circa l’aggiudicazione dell’appalto rifiuti, e last but not least, la tangente intascata lo scorso 28 marzo nella sede legale della società di costruzioni sopracitata.

Giacinto Forte, anima in transumanza dai Democratici di Sinistra, fino ad essere il Sindaco di “centrodestra”, passando per una parentesi legalitaria nell’Italia dei Valori del fu Tonino Di Pietro, è un ottimo esempio da manuale della politica dei trasformismi e degli arrivismi.

Certo, adesso aldilà della piaga morale per cui certi personaggi riescono, incipriandosi, a vendersi sempre come il nuovo, vi è quella giudiziaria che tiene appesa la maggioranza ad un vice-sindaco con poteri da Primo Cittadino, stabilito dalla Procura di Bari, Enzo Rifino. Nominato assessore lo scorso Novembre, un funzionario deciso dallo stesso che oggi è in custodia cautelare, senza nessuna unzione popolare. In giunta deteneva le deleghe alle politiche giovanili, spettacolo, e sulla spinosa Cava Pontrelli (quella dei Dinosauri, per intendersi).

Ma adesso le orme più grandi da gestire, sono quelle del suo Sindaco, visto che quando chiamarono il custode della legge Di Pietro a fare il consulente in città, pare che quest’ultimo rifiutò vista la presenza di Forza Italia in seno alla maggioranza.

E in questa meravigliosa “Italia dei Valori”, si allargano le maglie dell’inchiesta, infatti nell’ambito del progetto “Periferie Aperte” le fiamme gialle stanno ricostruendo incarichi a cooperative amiche, assunzioni sospette, ed un bando di 1,4 milioni di euro sotto la lente d’ingrandimento.

Da oltre due anni vanno avanti le indagini, magari siamo di fronte a fumus persecutionis, e ci auguriamo che il Primo Cittadino possa provare oltre ogni ragionevole dubbio la sua innocenza. Tuttavia resta irrisolto l’enorme nodo politico da sciogliere, con un Consiglio che vorrebbe andare avanti come se nulla fosse accaduto.

Le ombre losche e l’impossibilità di gestire la macchina burocratica incagliata in tante importantissime questioni, come è d’uopo per una città di 70mila abitanti, richiederebbero un urgente ritorno alle urne.

Non solo, nell’interrogatorio di garanzia tenuto dal gip in data 14 luglio per confermare gli arresti, vi è stato un inquietante silenzio da parte del Sindaco. Avrebbe potuto diradare alcune nubi, chiarire con forza e fermezza la propria posizione, difendere la sua candida innocenza, invece ha preferito soprassedere di fronte ai Pubblici Ministeri non fornendo alcuna versione. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, una guarentigie costituzionale ma un macigno morale enorme che infanga la sua posizione.

Il Sindaco Forte, che ancora annoverando i suoi slogan ricordiamo: “Scendi in campo con Noi”, dovrebbe fare un passo indietro, lasciare il campo da gioco, uscire di scena sulle note della “Dura legge del goal”, senza 883 ma con il 117 a portata di mano.

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