Ambiente, scienza, territorio: i buoni propositi per il 2015

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Il 2014 sta volando via. Un anno che alla Puglia, nei settori ambiente e scienza, ha portato molto – per citare alcuni esempi, la Carta Europea del Turismo Sostenibile per il Parco dell’Alta Murgia, il riconoscimento della Bandiera Verde Agricoltura per alcune delle nostre aziende ed il brevetto “Gluten Friendly” per la produzione di farina per celiaci.

Anche noi, quotidianamente, possiamo fare molto per il nostro territorio e per la società nella quale viviamo. Ecco 5 buoni propositi che potremmo impegnarci a seguire nell’anno che verrà.

Consumo sostenibile. Non è solo il nutrizionista che ce lo chiede e non serve essere necessariamente fondamentalisti in questo tipo di scelte. Il Rapporto Finale del Simposio Scientifico Internazionale “Biodiversità e Diete Sostenibili Uniti contro la Fame” della FAO tenutosi nel 2010, definisce diete sostenibili “le diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a un a vita sana per le generazioni presenti e future. Le diete sostenibili concorrono alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, sono accettabili culturalmente, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale e, contemporaneamente, ottimizzano le risorse naturali e umane”. Qui in Puglia siamo fortunati, infatti proprio la dieta mediterranea è un esempio di regime alimentare sostenibile.

Alcuni studiosi dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Montpellier e di Bari sostengono che la dieta mediterranea tradizionale possa essere considerata sostenibile per la grande varietà di alimenti che contempla e che garantisce la qualità nutrizionale e la biodiversità, per la varietà di pratiche e tecniche con cui vengono preparati e trattati gli alimenti e per i numerosi cibi di cui è stato dimostrato il beneficio sulla salute come l’olio d’oliva, il pesce, la frutta, la verdura, i legumi, il latte fermentato e le spezie. Altro punto a favore è la forte eredità culturale e le tradizioni che ne fanno parte, il rispetto della natura umana, della stagionalità, della diversità dei paesaggi che contribuiscono al benessere e per essere un regime a basso impatto ambientale grazie al ridotto consumo di prodotti animali.

Valorizzare i prodotti locali. Facile per noi pugliesi che possiamo vantare materie prime eccellenti a “chilometro zero”: la mozzarella, il vino primitivo, l’olio di oliva, l’oliva termite, la mandorla, la cipolla rossa, il cece nero, l’uva da tavola, le ciliegie, la cicoria, sono solo alcuni dei tesori enogastronomici che ci offre la nostra terra e che dovremmo promuovere e valorizzare con orgoglio in Italia e nel Mondo. Quando ospitiamo un amico che viene da lontano avviciniamolo alla nostra tradizione culinaria: anche questo è cultura e amore per la Natura.

Conoscere il territorio. Proviamo a dedicare almeno un fine settimana al mese alla conoscenza delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche della nostra regione: il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, il Parco Nazionale del Gargano, i numerosissimi parchi naturali, le riserve, le aree naturali protette e le oasi del WWF, aspettano solo di essere scoperte. Un articolo scientifico pubblicato nel 2011 sulla rivista internazionale “Landscape and Urban planning” intitolato “Linking landscape and health: The recurring theme” parla dell’influenza benefica che la Natura esercita sulla nostra salute, in particolar modo su espressioni di malessere quali ansia, stress e nervosismo. Non ve la sentite di avventurarvi da soli? La Lipu, il WWF e tante associazioni locali organizzano visite ed altre attività. Interessantissimi gli eventi del Museo di Storia Naturale del Salento (www.museocalimera.it) e le escursioni degli amici di Flora e Fauna del Salento (Pagina ufficiale Facebook:  Flora e fauna del Salento)

Osservare la Natura anche in città. Concediamoci una passeggiata nella nostra città ma impegnamoci ad osservare la vita segreta di piante ed animali: gli alberi delle nostre piazze e ville comunali, alcuni uccelli acquatici visibili nei nostri porti, i migratori che si rifugiano negli edifici abbandonati, i pipistrelli che si nascondono nelle grondaie, per non parlare di ragni ed insetti, sempre presenti negli anfratti dei nostri appartamenti. Ad esempio, a Bari, si può pensare di visitare l’Orto Botanico del Campus Universitario, cercare di riconoscere gli alberi esotici di piazza Umberto, guardare gabbiani e cormorani sul Lungomare e divertirsi con le evoluzioni dei rondoni.

Meno disinformazione in rete. Tasto dolente in tutti i sensi: quando leggiamo una notizia su giornali on line e social network cerchiamo di resistere alla tentazione della condivisione immediata. Leggiamo criticamente, informiamoci sui canali ufficiali. Se abbiamo un dubbio su un articolo riguardante la Salute non andiamo a cercare il blog sui metodi naturali consigliati dalla casalinga di Voghera ma consultiamo le pagine del Ministero della Salute o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le novità di Scienza e Tecnica scoviamole su Le Scienze o, se siamo un po’ più esperti, sul Nature o su riviste scientifiche, non fidiamoci ciecamente di quel politico, di quel giornalista o, ancora peggio, dell’amico smanettone un po’ complottista. Diventiamo curiosi nella maniera giusta, divulghiamo, non diffondiamo a casaccio. Faremo del bene a noi stessi e alla società di cui siamo parte!

Un’ultima raccomandazione, più legata ai festeggiamenti dell’ultimo giorno dell’anno e quindi al passaggio dal 2014 al 2015: per favore, niente fuochi d’artificio. Oltre a costituire una spesa inutile, la loro esplosione spaventa gli animali domestici ed i randagi. È più beneaugurante un abbraccio ai nostri cari ed un brindisi con un buon spumante italiano di un pugno di polvere da sparo.

 

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