Ambrosi: in Italia fare impresa è una impresa. Zullo: in Puglia quasi impossibile

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Mentre si dibatte a lungo ed a tutti i livelli di Jobs Act, di politiche del lavoro, di mantenimento dei livelli occupazionali, dei salari e dei lavoratori, spesso ci si dimentica che uno Stato ed un Governo non può e non deve prescindere da azioni concrete a sostegno di quello che deve essere il prerequisito del lavoro, ovvero la buona sussistenza del tessuto produttivo interno. Spesso ci si dimentica delle imprese, ad oggi ed a maggior parte in periodi di crisi lunga e profonda, uniche realtà in grado di produrre lavoro e vera occupazione.

“Dall’inizio della crisi, cioè dal 2008, una piccola e media impresa ogni 5 è uscita dal mercato. Prima ancora che di politiche del lavoro credo sia opportuno parlare di politiche per le imprese, perchè sono le uniche oggi in grado di produrre lavoro per le persone, quelle persone che nei corpi sociali intermedi, dalle Camere di commercio ai sindacati ai patronati, hanno punti di riferimento importanti e qualora ne vengano privati rischiano di non saper più dove andare, a chi chiedere, come fare e cosa fare”.

Lo ha detto nel suo intervento alla “Mappa del Lavoro” della Cgil, di ieri mattina a Bari, il presidente della Camera di Commercio di Bari Alessandro Ambrosi, alla presenza del segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

“Anche le imprese – ha aggiunto Ambrosi – sono persone. Persone collettive, famiglie. Dove il lavoro è un valore etico prima ancora che economico. Quelle imprese in Italia non vengono curate ma tartassate da obblighi d’ogni genere, da una pressione fiscale insostenibile. L’ultima vessazione: il prelievo sugli immobili strumentali d’impresa. Siamo arrivati all’Imu sulle presse! Che si aggiunge alla “vacazio” del credito. L’accesso al credito resta una questione strutturale, come le strade e le ferrovie, perchè tolte le banche locali gli istituti di credito si occupano di alta finanza, non di dar fiducia a progetti industriali”.

A commentare le parole di Ambrosi è Ignazio Zullo, che rilancia il tema e pone l’attenzione sulla nostra regione.

“Condivido le parole del presidente della Camera di commercio di Bari, Ambrosi, sulla crisi e sulla necessità di intraprendere politiche finalmente concrete di sostegno alle imprese. Nella nostra Regione, però, la cui Giunta ha da tempo perso il controllo del timone, persino le aziende cosiddette ‘protette’, come le strutture accreditate della sanità, versano in uno stato di crisi profonda e di grande incertezza per i lavoratori. Questo è inaccettabile considerando la vessazione dei normali imprenditori che, pur non avendo risorse pubbliche, sono sottoposti ad una tassazione esagerata e ad una burocrazia opprimente”.

“Le aziende accreditate –prosegue Zullo- hanno un budget annuale per le prestazioni sanitarie erogato dalla Regione ed è impensabile e assurdo che si possano trovare, come invece è, in una situazione economica gravissima. È incredibile, infatti, che non vengano pagati i loro fornitori e dipendenti, quando qualsiasi impresa privata, per essere liquidata dal pubblico, deve dimostrare di avere i Durc in ordine. La sinistra di Vendola non ha assolutamente tutelato né le imprese né i lavoratori, pensando a stabilizzare pochi prediletti delle Fabbriche ma con i soldi e le tasse di tutti! Pd e Sel, così, si lasciano alle spalle solo macerie, disperazione, precarietà, famiglie e imprese allo sbando. A tutt’oggi, dalla stessa sinistra che stabilizza i precari ‘amici’, non abbiamo sentito una parola di interesse per la situazione del Maugeri, del Miulli, del Giovanni Paolo II di Putignano –conclude- dove i dipendenti subiscono continui tagli e ritardi agli stipendi”.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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