Andria: Tasi al minimo. Il commento della maggioranza

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La Tasi, l’odiosa ed iniqua tassa sulla casa e sui servizi indivisibili comunali, reintrodotta dal governo Letta e modificata, in peggio, dal governo Renzi, non graverà sui cittadini andriesi più di quanto sancito come aliquota base. Infatti, grazie ad un emendamento della maggioranza consiliare, condiviso dall’Amministrazione Comunale, il Consiglio Comunale ha deliberato in riferimento al Regolamento Tasi, di portare l’aliquota per i contribuenti andriesi all’1 per mille.

Questo a fronte di una media nazionale nei capoluoghi di provincia italiani del 2,46 per mille e di ben 25 capoluoghi, tra cui Bari, dove la Tasi è al massimo possibile pari al 3,3 per mille. Va inoltre aggiunto che ad Andria, sempre grazie all’oculato lavoro svolto dagli uffici e della maggioranza di centro-destra, anche l’Imu rimarrà ai minimi.

“Troviamo indecente – dicono i capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale Gianluca Grumo (Fi), Francesco Pollice (Andria 2000), Vincenzo Giorgino (Alleanza per Andria), Sabino Miccoli (Andria Possibile), Agostino Troia (Ncd), Angelo Frisardi (Mov. Schittulli), e Domenico De Nigris (Nuova Generazione) – che, sottoforma di una nuova denominazione, i governi a guida Pd e per ultimo quello condotto dal munifico Renzi, abbiano reintrodotto la tassa sulla casa e troviamo altrettanto ridicolo che ad Andria sia proprio il Pd a lamentarsi della tassazione presente. Se, quindi, il Pd locale intende muovere delle doglianze è il caso che si rivolga al proprio segretario nazionale e capo del governo. E stigmatizziamo, ancora una volta, l’atteggiamento delle minoranze che sulla stampa scrivono comunicati roboanti e poi in aula si mostrano sfilacciate e con pochi consiglieri comunali presenti, per la precisione solo 5 al momento del voto finale sulle aliquote Tasi”.

L’attacco al maggiore partito di opposizione è chiaro: “mentre a Roma il Partito Democratico aumenta le tasse locali e diminuisce drasticamente i trasferimenti statali, ad Andria la sinistra locale ha la faccia di bronzo di criticare l’Amministrazione Comunale di Andria che, assieme a soli altri 4 capoluoghi in Italia, è riuscita a mantenere l’aliquota minima di una nuova e scellerata tassa come la Tasi”.

“Il giochino – concludono – di dare con la mano destra 80 euro al mese ad alcune categorie di lavoratori dipendenti per fini elettorali e con la mano sinistra di prendere con gli interessi gli 80 euro da tutti i contribuenti italiani, tramite la Tasi, è stato svelato”.

Fa specie, come notazione di colore, che si attribuisca queste frasi anche il capogruppo del partito di Alfano, che di quel Governo è ministro. Ma questo è solo un dettaglio suggerito dalla particolare situazione politica di questi mesi. O no?

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Redazione
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