Antonella Capraro è la nuova fiduciaria di Slow Food Lecce

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È Antonella Capraro la nuova fiduciaria di Slow Food Lecce. La nomina è arrivata domenica scorsa a conclusione del congresso della condotta che si è svolto nel Ristorante Lilith della Masseria Copertini sulla Vanze/Strudà.

L’incontro, coordinato dal fiduciario uscente Alessandro Rizzo e dal presidente di Slow Food Puglia Antonello Del Vecchio, è stato occasione di confronto, individuazione e approvazione degli obiettivi e dei progetti per la condotta e il movimento Slow Food per i prossimi quattro anni.

Il congresso ha nominato il comitato di condotta composto da Valentina Attanasio (segretaria), Alessandro Rizzo (tesoriere), Sergio LongoSara Latagliata,Maurizio MacchiaGiulia TramisClaudio TramisChiara RehoGianni LezziDomenico RossiPierpaolo Lala e Pierpaolo Schiavone e ha individuato i delegati al congresso regionale (Capraro e Latagliata) e nazionale (Capraro e Longo).

Il congresso si è aperto con un ricordo di Gianni Marsella, titolare del ristorante La Cuccagna di Crispiano, prematuramente scomparso qualche giorno fa. Slow Food è un’associazione non-profit che conta 100.000 membri in 150 paesi del mondo. Fondata da Carlin Petrini nel 1986, si pone l’obbiettivo di promuovere nel mondo il cibo buono, pulito e giusto. Buono da mangiare, per le sue qualità organolettiche, ma anche per i valori identitari e affettivi che si porta dietro. Pulito perché prodotto in modo ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente. Giusto perché conforme all’equità sociale durante la produzione e la commercializzazione.

La sede di Slow Food Lecce è all’interno del Crap (Centro Residenziale di Assistenza Psichiatrica) di Lecce dove vivono 14 persone che hanno costantemente bisogno delle cure del dottor Sergio Longo (Psichiatra e coordinatore del progetto) e del suo staff. La condotta, in collaborazione con ASL Lecce, partecipa inoltre al progetto Ortoporto che prevede la riqualificazione dell’area Verde adiacente al CRAP Villa Libertini e la sua riconversione in un Orto per l’autoconsumo interno e per l’eventuale commericializzazione di prodotti biologici. Inoltre, all’interno dell’orto sono già presenti delle campane per la creazione del Compost.

Nella foto Antonella Capraro – foto Pierpaolo Schiavone

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Redazione
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