Aqp, UIl all’attacco: le inefficienze vengono pagate da cittadini e imprese locali

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“Ormai il ricorso alle restrizioni delle forniture idriche sta diventando una triste abitudine per Acquedotto Pugliese e, soprattutto per gli incolpevoli cittadini pugliesi e per tante attività imprenditoriali di settori strategici come quello agricolo, che si ritrovano a pagare, con evidenti disagi, la poca lungimiranza e, addirittura, l’immobilismo che per anni ha contraddistinto l’azione – o forse sarebbe meglio dire la non azione – di AqP”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e Filippo Lupelli, Segretario Generale della UILTEC Puglia, in vista delle prossime, ennesime riduzioni della fornitura d’acqua in Puglia, previste dal prossimo 10 novembre, riconoscono che “sono dovute alla straordinaria siccità che ha colpito gli invasi di Campania e Basilicata. Tuttavia, va ricordato che l’Acquedotto Pugliese è il più lungo d’Europa e non è una novità che le perdite lungo l’immensa rete irrigua siano una realtà. La domanda, pertanto, è d’obbligo: perché finora è mancata la volontà di attuare un monitoraggio serrato della rete, mettendo in campo le conseguenti azioni per il ripristino della piena efficienza della stessa? Perché la commissione mista azienda-sindacati per la valutazione degli investimenti utile all’efficientamento della rete non è mai stata nominata, nonostante gli impegni formali assunti in passato? Altrove, come nel Lazio nel caso dell’emergenza acqua a Roma, si è agito tempestivamente, scoprendo, ad esempio, che nel lago di Bracciano vi erano 22 collegamenti abusivi. Perché in Puglia ci si limita a gestire (male) le emergenze scaricando ogni disagio sugli utenti? Anche perché le carenze della rete idrica non sono esclusivamente riconducibili agli invasi extra regionali, ma riguardano anche quelli di casa nostra, come il lago di Locone o il lago di Occhito, come la diga, peraltro mai completata, di Piano dei Limiti, senza dimenticare le dighe lucane del Petrosillo e di Montecutugno, nonché il recupero delle acque piovane e di quelle reflue da riutilizzare nell’agricoltura”.

“Non crediamo – attaccano ancora Pugliese e Lupelli – che sia una questione di mancanza di risorse economiche, visto che AqP non si è dimostrato certo parco quando si è trattato di spendere e spandere per consulenze milionarie. Tanto paga pantalone. Risorse, queste, che potrebbero invece essere investite nell’adeguamento della rete idrica, per evitare disservizi da terzo mondo, indegni per una regione come la Puglia”.

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