Arrestato a Bari un afgano accusato di terrorismo internazionale

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Erano afgani richiedenti asilo, ma anche probabili membri di una cellula terroristica attiva o in formazione nel capoluogo pugliese.

Dopo il fermo di alcuni mesi fa per aver effettuato riprese all’interno di un centro commerciale, e trovati in possesso di armi e materiale inneggiante alla jihad, e dopo un breve procedimento di fronte alla Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso del legale contro il provvedimento di custodia cautelare, è stato nuovamente arrestato un afgano con la pesante accusa di terrorismo internazionale.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e del ROS – Sezione Anticrimine di Bari hanno arrestato uno degli afghani accusati di terrorismo internazionale, già sottoposti a fermo, con la stessa accusa, nel maggio del 2016.

Il blitz è scattato ieri all’ora di pranzo in un appartamento al piano terra del quartiere Carrassi nel centro cittadino, dove l’uomo era stato localizzato. Il ricercato, che non ha opposto resistenza, è stato trovato in compagnia di altri quattro connazionali, tutti richiedenti asilo politico ed in possesso di un permesso di soggiorno provvisorio, al momento ritenuti estranei ai fatti contestati.

La cattura pone fine ad una latitanza di poche ore, dopo che, nella giornata di ieri, la Corte di Cassazione si era pronunciata contro il ricorso presentato dal legale dell’afgano contro l’ordinanza di custodia cautelare che era stata emessa dal Tribunale del Riesame del Capoluogo pugliese lo scorso luglio.

L’arresto di oggi si rifà ai fatti contestati nel provvedimento di  fermo emesso dalla DDA barese, nel maggio del 2016, a carico di altrettanti soggetti di nazionalità afgana, ritenuti responsabili di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il provvedimento scaturì da un’indagine avviata dal Nucleo Investigativo e dal ROS il 16 dicembre 2015,  allorquando una pattuglia della Compagnia di Bari S. Paolo, durante un normale servizio preventivo, aveva notato e controllato 4 afgani (2 dei quali muniti di permesso di soggiorno, gli altri nella posizione di richiedenti asilo politico e domiciliati presso il CARA del capoluogo pugliese), mentre erano intenti ad effettuare riprese all’interno di un centro commerciale di Bari.

L’attività investigativa svolta dai militari aveva permesso di accertare come uno dei due regolari, un 30enne afgano, mantenesse stabili collegamenti telematici con un noto sito talebano, scaricando video e proclami inneggianti alla jihad e fotografie raffiguranti un noto capo carismatico talebano, ucciso durante un raid dell’aviazione statunitense, il 13 ottobre 2015, mentre come l’altro, un 28enne afgano, avesse effettuato sia il filmato girato nel menzionato centro commerciale, sia la ripresa dell’area d’imbarco, accessibile solo a seguito di check-in, dell’aeroporto di Bari – Palese. Entrambi rientravano in aereo, in patria, il 18 dicembre 2016.

Inoltre, proprio sul suo conto era stata documentata la disponibilità, in Gran Bretagna, di un’arma d’assalto (tipo M16).

Gli ultimi due latitanti, rientrati nel Paese d’origine, sono oggetto di un provvedimento di cattura internazionale promosso dalla Magistratura barese e sono attivamente ricercati.

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Redazione
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