Asl: il ginepraio dei direttori generali ed i nodi che arrivano al pettine

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Le nomine dei direttori generali delle Asl rappresentano uno dei principali nodi politici di questa settimana. Avrebbero dovuti già essere districati, ma le primarie, la voglia di non scontentare nessuno, l’esigenza di mettere gli uomini giusti al posto giusto (e non sempre per criteri di meritocrazia, ma soprattutto per vicinanza politica) quando mancano pochi mesi dalle elezioni, ne hanno fatto un ginepraio che è difficile districare. Gli incarichi triennali da assegnare sono sei: cinque Asl (Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto) e un’azienda ospedaliera (i Riuniti di Foggia). L’unica casella certa è quella di Bari, dove è tutto pronto per l’arrivo di Vito Montanaro, attuale direttore amministrativo del Policlinico di Bari al posto di Mimmo Colasanto, che non verrà riconfermato nel suo incarico, fermo restante il non superamento della valutazione di metà mandato.

Intanto in Regione si nicchia. Nichi Vendola pensa ormai a Sel ed al suo futuro lontano dalla Puglia, Michele Emiliano non può scontentare nè promettere nulla, l’assessore Donato Pentassuglia cerca di barcamenarsi, ed il tempo passa. Intanto la scorsa settimana l’assessorato ha ufficializzato la proroga tecnica di 45 giorni ai direttori generali in scadenza. I manager dovrebbero essere ufficializzati martedì 16, poi si aprirà il balletto dei direttori amministrativi e sanitari su cui la partita (ed il relativo viavai di personaggi più o meno noti nelle stanze dell’assessorato regionale) è ancora più complessa.

Sulla gestione, anche complessiva, della sanità in Puglia, interviene anche Maurizio Friolo, consigliere regionale di Forza Italia, vicepresidente della Commissione Sanità.

“Sono tanti, troppi i nodi irrisolti che stanno venendo al pettine, i problemi diventati regolarmente e colpevolmente emergenze, le conseguente di mancati controlli, di mancate osservanze di leggi e regolamenti, gli atti e le azioni sbagliate con le quali l’ultimo arrivato all’assessorato alle Politiche per la Salute, Donato Pentassuglia, è costretto quotidianamente a confrontarsi”.

“E da tanto, troppo tempo – prosegue Friolo – ho denunciato e continuo a denunciare l’ormai consolidato strapotere e arbitrio dei direttori generali delle Asl, la discutibilità di tanti loro atti, a Brindisi o altrove, le leggi regionali che venivano e vengono ignorate o liberamente interpretate (in maniera difforme rispetto ad altri colleghi e territori), la riorganizzazione dei dipartimenti in assenza di atto aziendale, i collegi di direzione previsti e disattesi, fino all’esplosione finale di una normale amministrazione calpestata, a mandato scaduto, da una serie incredibile di provvedimenti e atti che, dopo la nostra denuncia in conferenza stampa e nell’ultimo consiglio regionale, hanno costretto l’Assessore a un richiamo pubblico, sperando sia sufficiente –ma ho forti dubbi al riguardo- per scongiurare l’intervento della magistratura, costretta a supplire all’assenza (o peggio, alla complicità) della politica”.

“Uno scandalo purtroppo non episodico, ma collegato alla debolezza e all’incapacità della giunta Vendola anche e soprattutto in materia sanitaria: un esempio latente è la verifica di metà mandato praticamente saltata, nonostante sia espressamente prevista dalla legge. E ancora, la promozione finale per quasi tutti i direttori generali, gli stessi che si stanno producendo in queste ultime settimane in uno spettacolo indecoroso che non diverte nessuno, se non pochi fortunati, a scapito della collettività pugliese, della legalità e del buon senso”.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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