Atto intimidatorio in una scuola di Brindisi. Minacciata la dirigente scolastica

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Un bel po’ di liquido infiammabile in un corridoio. Una lettera minatoria rivolta alla dirigente scolastica, e per fortuna nessuna altra conseguenza seria.

E’ successo ieri sera all’Istituto Magistrale “Palumbo” di Brindisi. Maria Oliva, dirigente scolastico, questa mattina si è recata in questura stamani, per formalizzare la denuncia contro ignori. Qualcuno ha versato liquido infiammabile in un corridoio e ha lasciato una lettera di minacce rivolta alla stessa Oliva. “Stia attenta perchè finisce male per la sua macchina” è il senso delle frasi conclusive del messaggio scritto in stampatello e firmato “gli studenti”.

“Nonostante la lievità delle conseguenze – ha scritto in una nota la dirigente – la scuola, con tutte le sue componenti riunitesi in assemblea, ha fortemente stigmatizzato questo grave fatto intimidatorio, certamente frutto di una scelta isolata. Il liceo “Palumbo”, compatto, manifesta la volontà di proseguire nell’affermazione della cultura della legalità e del dialogo democratico all’interno della comunità scolastica, ritenendo che tale episodio potrà solamente rafforzare il quotidiano impegno profuso nell’affermazione del rispetto delle regole e dello sviluppo del senso di cittadinanza”.

Alla dirigente scolastica ha voluto, nel pomeriggio di quest’oggi, indirizzare una lettera aperta il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Pino Romano. Eccone il testo.

Cara Direttrice Maria Oliva,

la notizia dell’atto intimidatorio nella sua scuola, non lo nego, mi ha fatto tornare alla mente ciò che il nostro Paese non dimenticherà mai: l’attentato alla scuola Morvillo a Mesagne. Il suo liceo, il Palumbo, si trova a Brindisi, non distante, purtroppo, dal luogo di quella triste vicenda. Per fortuna, si tratta di due episodi ben distinti, che hanno al centro però lo stesso simbolo, un presidio che dovrebbe essere sacro e che invece viene ancora profanato: la scuola.

Non si tratta di un luogo ma di un mondo in cui si formano i pensieri, le menti e gli ideali dei nostri figli, dei genitori e della classe dirigente del domani. Grazie a persone come lei, Direttrice Oliva, a cui va la mia più sentita solidarietà, la nostra società può sperare di essere migliore.

Mi domando cosa possono fare le istituzioni per contribuire al più delicato dei compiti che i docenti, ogni giorno tra mille fatiche, assolvono senza lamentarsi? Innanzitutto, credo che il mondo della politica debba condannare fermamente ogni atto di vandalismo, dal più piccolo al più grave, come quello che è accaduto nella sua scuola.

La benzina versata in quel corridoio, accompagnata dalla lettera di minacce alla sua persona, sono il segnale di quanto spesso nelle famiglie, tra amici, nel ‘branco’, ci sia qualcosa che viene sottovalutato, che non viene preso in considerazione e che neppure la scuola, con i mezzi che ha a disposizione, riesce a correggere.

Quello espresso da questa persona, è un modo mafioso di affrontare la vita, di risolvere i problemi, di sfogare il proprio dissenso. Spesso, anche il mondo della politica offre spettacoli poco educativi, con un dibattito pubblico rissoso che dobbiamo evitare. Ma niente e nessuno può giustificare minacce alla vita umana e un attacco al primo presidio di legalità qual è la scuola.

Il fatto che, probabilmente, l’autore di questo sconsiderato gesto sia un giovane studente, deve farci ancor più riflettere. A chiunque appartenga la mano che ha versato quella benzina, vogliamo dire che è riuscito a incendiare solo la nostra voglia di restare uniti contro chi non ha altri mezzi per esprimersi se non la violenza. Se questa persona si farà avanti, poi, credo che sarà la stessa scuola a dargli la lezione più grande, aiutandolo a correggere questo suo modo inadeguato di vivere.

Considerando poi che il suo atto intimidatorio era mirato, come scritto nella lettera, a evitare la disciplina per la pulizia tra i banchi e a contestare il divieto di bere bevande calde in aula, allora siamo ancora più convinti che questa persona vada aiutata.

Nei nostri cuori resterà da una parte la desolazione di non comprendere un gesto simile, ma dall’altra la voglia che la scuola si impegni ancora di più a formare quelle persone di cui, evidentemente, la società ha sempre più bisogno. Difronte a chi annienta se stesso nel tentativo di eliminare la voglia di vivere altrui, prendiamoci la libertà di essere migliori. 

Con i più sinceri sentimenti di solidarietà ed immutata stima.

Giuseppe Romano
(Presidente Gruppo Pd Regione Puglia)

 

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Redazione
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