Uil: Barbagallo a Bari. “Povertà figlia delle politiche di austerità”

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“Sono gli effetti collaterali delle politiche economiche messe in atto dai Governi succedutisi nel corso degli anni. Bisogna superare le politiche di austerità, altrimenti prima si determinano le condizioni che causano l’aumento dei poveri e poi si è costretti a trovare le risorse per contrastare la povertà. Noi, invece, vogliamo che si riparta dal Mezzogiorno e dai giovani e, quindi, dagli investimenti pubblici e privati per far risollevare il Paese. Peraltro, se non si accresce Il potere di acquisto dei lavoratori e dei pensionati l’economia non riparte: ecco perché serve anche una riforma fiscale strutturale”.

Carmelo Barbagallo, Segretario generale della UIL Nazionale, presente alla Conferenza Regionale di Organizzazione della UIL di Puglia, ha commentato così la notizia, diffusa dall’Istat, circa il permanere di un’alta percentuale di poveri nel nostro Paese. Il Segretario nazionale della UIL è intervenuto anche sulla vicenda Alitalia.

“Abbiamo fatto una difficile e faticosa trattativa e abbiamo ottenuto il massimo possibile, quello che era nelle nostre disponibilità – ha dichiarato il leader della Uil – ora la parola spetta ai lavoratori di Alitalia. La Uil si è assunta una responsabilità, ma in omaggio alle regole democratiche ha deciso che a decidere siano i lavoratori. L’esito del voto è incerto: noi ci auguriamo che prevalga il buon senso. Di fronte all’alternativa tra il prendere e il lasciare, io sono dell’idea che bisogna sempre scegliere il lavoro e poi discutere. Ci sono in ballo, tra diretti e indiretti, circa 20mila posti di lavoro: dobbiamo fare di tutto perché questa azienda si riprenda e non ricada negli errori del passato e perché la disponibilità degli azionisti ad investire sia resa concreta ed effettiva da una scelta di prospettiva”.

“La questione occupazionale è una priorità assoluta – è intervenuto Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia – che va affrontata con determinazione, ma soprattutto mettendo in campo lo strumento della concertazione e della condivisione, sia a livello nazionale che regionale. La storia recente ha dimostrato che la politica dell’uomo solo al comando e delle decisioni unilaterali e calate dall’alto è fallimentare, non ha alcun futuro. Il sindacato, in questo senso, si offre come interlocutore privilegiato con il tessuto socio-economico pugliese, non solo per ciò che concerne l’emergenza lavoro, ma anche per altri problemi come la sanità, la cui offerta è ancora qualitativamente e quantitativamente non all’altezza delle esigenze dei cittadini, l’ambiente, violentato da un sistema di smaltimento e trattamento dei rifiuti arcaico e pericoloso, o il welfare, con un tasso di povertà galoppante che non può essere affrontato solo con misure quali il reddito di dignità, bensì attraverso politiche attive del lavoro che rimettano al centro la dignità e la tutela del diritto a un’occupazione sana”.

“In questa prospettiva, stiamo lavorando per organizzare una struttura sindacale ancora più incisiva, che sia in grado di intercettare le reali e nuove esigenze non solo dei lavoratori, ma di tutti i cittadini e che, allo stesso tempo, cerchi soluzioni moderne ed efficaci nel confronto con le parti istituzionali e datoriali, un sindacato moderno che sia in grado di adeguare la propria rete, efficientandola rispetto alle necessità dei pugliesi e della Puglia”.

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Redazione
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