Mancano tre partite e le speranze di vedere Stefano Colantuono e il suo Bari lottare per la serie A si fanno sempre più sottili. Almeno alla luce dei risultati e delle prestazioni degli ultimi due mesi. Ma per il tecnico biancorosso le possibilità ci sono ancora. Anzi. “Guai a staccare la spina – dice – Non dobbiamo fermarci, non esiste nel mio vocabolario questa parola. Abbiamo fatto un lavoro con grande dignità e professionalità e questo lo pretendo da tutti. Noi siamo andati un po’ in emergenza numerica. Quando eravamo tutti ci siamo attrezzati per fare cose molto importanti”.

Brutto Bari, vero, ma Colantuono difende il lavoro dei suoi ragazzi: “A Salerno la squadra ha risposto in una partita delicata contro una diretta concorrente. Noi non siamo una squadra, così come tutte le altre, che può creare venti occasioni a partita. Bisogna sfruttare quelle poche che si creano. Deluso? Non ero contento nemmeno quando andavamo bene, ma non sono deluso. Non è facile lavorare quando ci sono tante polemiche. Bari è una piazza importante, sono sicuro che si possa fare bene anche a Bari, a volte nei campionati succedono tante cose. Il Bari negli ultimi anni ha sempre fatto un percorso molto simile a quello di quest’anno, ma ne verrà fuori da questa categoria”.

Futuro incerto. “Non è che quando siamo arrivati questa squadra era prima. Abbiamo fatto una rincorsa, siamo stati bravi a fare un certo tipo di percorso, forse abbiamo creato delle aspettative. Futuro? Non posso parlarne. Potrebbe distogliere la squadra da altri obiettivi. Quello che sarà l’anno prossimo si vedrà”.

Maniero. “Riccardo ha avuto una stagione travagliata, l’ho già detto. E’ chiaro non è andato a segno frequentemente come nelle altre stagioni, ma ha lottato. A volte basta una scintilla, speriamo possa essere utile questa gara”.

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