Bari: da oggi è una vera Città Metropolitana

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La città Metropolitana di Bari, che entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio sostituendo la Provincia di Bari, ha il suo statuto che ne regolerà funzioni, competenze, costi e personale. Il Consiglio metropolitano si è riunito lunedì scorso per la seconda seduta durante la quale sono stati discussi e approvati i 42 articoli del regolamento. Oggi è stata la volta della conferenza dei sindaci, ultima fase per sancire la partenza ufficiale del nuovo Ente.

A commentare l’approvazione definitiva dello statuto è Antonio Decaro, sindaco metropolitano. “Una nuova pagina della storia del nostro territorio. Oggi la conferenza metropolitana ha approvato lo statuto della città metropolitana di Bari, il primo atto che sancisce l’inizio di un nuovo ente e soprattutto di un nuovo percorso, l’occasione per realizzare un nuovo progetto di comunità che rappresenta 1.200.000 abitanti. Siamo la seconda città metropolitana d’Italia, dopo Firenze, a raggiungere in tempi così rapidi questo obiettivo e la prima ad aver approvato lo statuto all’unanimità”.

“Ringrazio – sottolinea Decaro – tutti i sindaci dei 41 comuni della provincia per il loro impegno, nel confronto e nella collaborazione. Questo statuto è la prima pietra di un cantiere della partecipazione sempre aperto che permetta al consiglio di continuare a confrontarsi costantemente con i territori. Questo perché noi metteremo in campo tutte le azioni possibili per rendere la discussione ampia e trasparente, nei processi come nelle decisioni. Ed è per questo che dovremo fare in modo che anche il dialogo nei nostri comuni, con i nostri cittadini sia sempre aperto, perché sappiamo bene che senza i cittadini e senza il loro sostegno, ogni nostra proposta sarà nulla”.

Da adesso siamo davvero una città Metropolitana.

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Redazione
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1 commento

  1. Anche il sindaco Decaro non coglie purtroppo la gravità di quanto sta accadendo in Italia con le città metropolitane. Un nuovo progetto di comunità? Ma che senso può avere progettare una comunità che non abbiamo scelto noi ma il ministro Delrio con uno sconcertante automatismo di commutazione del perimetro provinciale in metropoli. A Bari serviva una nuova dimensione di “supercomune” multimunicipale, su un’area più ristretta (da Giovinazzo a Mola), non il cliché di un capoluogo medio-piccolo al centro di una vasta provincia (perché di provincia ancora si tratta, altro che novità!). Infine Decaro invoca il dialogo con i cittadini, ma chiedo a questo punto: è stata prevista nello Statuto la più nobile forma di dialogo con i cittadini, ossia l’elezione a suffragio universale del sindaco metropolitano?

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