Bari, mentre arriva Godot scompare Giorgio Cavaglieri

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Da pochi minuti mi ha raggiunto la sconvolgente notizia della scomparsa di Giorgio Cavaglieri. La foto è tratta dalla sua pagina facebook e credo che rappresenti meglio di qualsiasi commento la personalità d’artista di Giorgio. Una sua scelta, comunque.  Chiunque abbia mai frequentato le sale da concerto della nostra Bari ed, a maggior ragione, coloro che sul palcoscenico si sono alternati esibendosi, sanno bene chi fosse Giorgio Cavaglieri.

La sua scomparsa lascia un vuoto difficilmente colmabile Credo che meglio di tutti lo descriva Fiorella Sassanelli in un articolo del 2001, che così si apre: “Dichiara che tra lui e la musica c’ è incompatibilità assoluta o quasi. Intonazione zero, assenza di ritmo ma in compenso un grande orecchio. “Se non fossi stato un metalmeccanico, avrei fatto il talent scout”. Giorgio Cavaglieri, cinquant’ anni vissuti tra Genova, New York, il mare, Taranto e Bari è l’ archivio sonoro della vita musicale della nostra regione…”

Giorgio, affetto da un male incurabile, era ricoverato da qualche tempo nella vicina Bitonto. Se il male crudele non glielo avesse impedito, sarebbe stato oggi e domani, certamente, nella sala Murat a registrare tutti gli interventi, dal primo all’ultimo, ed a fotografare ogni particolare, ogni espressione, con maestria professionale e con quella vena d’artista che gli scorreva dentro. A Bari arriva Godot? Non lo so, so soltanto che da oggi siamo più soli e Giorgio ci mancherà.

gianvitopugliese@gmail.com

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