Bari, due consiglieri municipali lasciano Forza Italia e aderiscono a CoR

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Prosegue la diaspora degli eletti di Forza Italia a Bari. Non si sono ancora spente le polemiche del Comune, quando il Gruppo di Forza Italia è stato chiuso per mancanza di Consiglieri, che anche oggi registriamo altre due defezioni. Due consiglieri circoscrizionali del IV Municipio (Carbonara-Ceglie-Loseto) passano, infatti, con i Conservatori e Riformisti. Si tratta di Michele De Giulio (presidente della Circoscrizione fino al 2014) e Nicola Quaranta (ex capogruppo di Forza Italia)

I Conservatori e Riformisti (CoR) da oggi sono presenti al quarto Municipio di Bari (Carbonara-Ceglie-Loseto) con due consiglieri, Michele De Giulio e Nicola Quaranta. Il primo presidente della Circoscrizione dal 2009 al 2014, il secondo capogruppo di Forza Italia nel suddetto Municipio fino a ieri.

Entrambi hanno ufficializzato la loro fuoriuscita da Forza Italia per aderire al progetto diRaffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti. “Per ragioni di regolamento – spiega una nota di Cor – i due consiglieri andranno nel gruppo misto, ma la loro attività politica sia all’interno del Municipio sia sul territorio sarà all’insegna dei principi e dei valori dei CoR”.

Anche Antonio Distato, deputato barese di CoR, ha commentato i due nuovi ingressi.

“Saluto con particolare soddisfazione, ma anche affetto personale, la decisione dei consiglieri municipali di Carbonara-Ceglie-Loseto, Michele Di Giulio e Nicola Quaranta, di aderire ai Conservatori e Riformisti. Non si tratta solo di accogliere con entusiasmo chi riconoscendo la validità del progetto politico di Raffaele Fitto intende diventare sui territori e nelle istituzioni protagonista di un nuovo modello di centrodestra che sia davvero ed esclusivamente alternativo al centrosinistra per principi e politiche che mai avranno il sapore dell’inciucio”.

“Ma, in questo caso con Michele e Nicola si tratta di riprendere con due amici, con i quali abbiamo già condiviso battaglie in comune, un percorso politico perché partendo proprio dai territori si possa costruire un’alternativa a Renzi, a Emiliano, a Decaro”.

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