Bari, il Redentore scende in piazza, la festa e la lotta alla mafia dei bambini del Libertà

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La festa di Maria Ausiliatrice della comunità del Redentore di Bari entra nel vivo con alcuni appuntamenti di preghiera, di impegno e di festa. In occasione del XXVI anniversario della strage di Capaci, il Redentore è sceso in piazza per manifestare contro la mafia, per riappropriarsi della piazza e della propria libertà.

“La gente oggi si riappropria della piazza perché oggi bisogna a vivere gli spazi pubblici. – ha detto il responsabile dell’oratorio salesiano del quartiere Libertà, don Francesco Preite – E farlo con i più piccoli è il modo migliore per farli rinascere, per farli crescere, per fare spazio a chi molto spesso non viene considerato. E questi bambini molto spesso vengono assoldati dai clan che sono qui, attigui alla piazza. Vengono assoldati per un panetto di droga da portare, perché sono impuniti nei confronti della legge in quanto i minori vengono tutelati. Ma questo non è giusto perché crediamo in un mondo a colori con tanti bambini che hanno voglia di crescere e non schiacciati da una mafia che puzza. Fin quando ci saranno loro ci sarà sempre un motivo per lottare, per cui condividere degli ideali e scommettere su una società più giusta, più bella e a misura di bambino”.

E il quartiere lo ha fatto con la fase finale delMaggio Oratoriano, prima, con la lettura pubblica dei “Contropizzini” di Giovanni Falcone indirizzate ai mafiosi del quartiere. Ma anche con l’Agorà sociale con la presentazione del libro del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Giuseppe Gatti: “Alla mafia diciamo Noi”.

“Lo scorso anno – hanno detto gli organizzatori – abbiamo simbolicamentedisarmato la Cittàattraverso la consegna dell’arma giocattolo da parte dei ragazzi che ricevevano in cambio un fidget spinner. Quest’anno vogliamo coinvolgere le famiglie e gli adulti insieme ai ragazzi nell’occupare simbolicamente la piazza del Redentore per di dire insieme no alla violenza mafiosa, per negare il consenso, per prendere coscienza che insieme possiamo e dobbiamo costruire una comunità più giusta libera dalla mafia che spruzza. Lo dobbiamo soprattutto alle giovani generazioni. Ecco perché il Redentore aderisce alla costituenda rete antimafia di Bari.”

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