Seconda occasione sprecata per il Bari dopo il pari di sabato scorso contro la Pro Vercelli. Contro lo Spezia i biancorossi non vanno oltre l’1-1 in una gara dove a vincere è la noia. Il Bari fa infatti tanta difficoltà a contrastare il forte centrocampo ligure con Busellato e Basha incapaci di star dietro alla velocità di Mora, Juande e Pessina. Non certo dei fulmini ma sicuramente più motivati e tatticamente messi meglio.

Bari che gioca discretamente i primi dieci minuti della gara. Lo Spezia però capitalizza la prima vera occasione da rete con un colpo di testa di Forte. Marrone non è certo irresistibile in fase di marcatura e per Forte è un gioco da ragazzi incornare e battere Micai. Il Bari accusa il colpo e non riesce a ribattere al colpo. La mediana è spaccata e resta in balia degli avversari. Galano, Improta e Nenè non riescono a toccare palla e ad ogni giocata non riescono a trovare lo spunto vincente.

L’inizio del secondo tempo non cambia musica. Solo l’ingresso di Brienza smuove gli animi dei biancorossi. Con lui in campo, ormai non è una novità, il Bari cambia pelle, la squadra corre di più e si creano molti più spazi. Ed è proprio lui a riportare il risultato sul pareggio. Il Bari però si fa prendere dalla foga agonistica e con poca lucidità cerca il vantaggio. Brienza inventa ma nessuno lo capisce, così i biancorossi si allungano e rischiano addirittura il colpo del ko.

Non è troppo rammaricato Fabio Grosso che, come suo solito, preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno: “Abbiamo provato a portare punti, ma per diverse ragioni non ci siamo riusciti. – dice il tecnico biancorosso – A me piace sempre guardare il bicchiere mezzo pieno e mi prendo questo punto. Con un pizzico di lucidità negli ultimi dieci minuti ci saremmo portati a casa la partita. Non ho rimpianti perché l’atteggiamento è stato giusto. Abbiamo preso gol immeritatamente, abbiamo recuperato la gara, abbiamo provato a vincerla, forse anche con troppa generosità, rischiando addirittura di perderla”.

Con Brienza in campo chiaramente la qualità sale: “Il problema era che voleva servire palla a Nenè, ma volevamo farlo quando lui era circondato dai compagni e non certo dagli avversari. Siamo stati lenti e certamente con Brienza è cambiato il ritmo. Che sia lui a cambiare la gara non è certo un problema. Dobbiamo però lavorare per fare bene a prescindere da lui”.

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