Bari, tiro incrociato sulla seduta deserta del Consiglio comunale

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Ancora una volta a Bari il Consiglio Comunale salta la sua seduta, che avrebbe dovuto svolgersi questa mattina. Ed ancora una volta le opposizioni non ci stanno, invocando a gran voce le dimissioni di Antonio Decaro, che inizia il suo terzo anno di mandato da primo cittadino di Bari con una bella gatta da pelare.

Gli esponenti della maggioranza, in realtà, minimizzano parlando di una scelta tecnica di rinviare tutto alla seconda convocazione, ma la risposta non soddisfa affatto, anzi, fa infuriare ulteriormente, i consiglieri di centrodestra.

Eppure sul banco del Municipio barese c’è da discutere (ci sarebbe, forse è meglio il condizionale) la relazione degli ispettori del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che in molti punti avrebbero bocciato il bilancio comunale. E qui la polemica si arroventa ulteriormente, con il testo della relazione che non è stata ancora consegnata alle opposizioni.

A dare fuoco alle polveri è stato il candidato sindaco di centrodestra, Mimmo Di Paola, che in una conferenza stampa (nella foto) non le manda a dire. “Il terzo anno dell’era Decaro inizia peggio di come era terminato il secondo! Una maggioranza che non è in grado di assicurare lo svolgimento del Consiglio Comunale odierno, pur in presenza di tante ed importanti questioni su cui discutere e deliberare.Il progresso di BARI non si costruisce con il taglio di un nastro”.

“Questa è la dimostrazione che ancora una volta questa amministrazione non è in grado nemmeno di garantire il numero legale all’interno della sala consiliare – ha dichiarato in un video pubblicato sui social Marco Mangano M5S – non su argomenti blandi o che non interessano la Città, ma su questioni importanti”.

Irma Melini parla senza mezzi termini di strategia della maggioranza, tra sedute deserte e diniego di accessi agli atti.

“Ancora oggi una gravissima mancanza di rispetto da parte della Maggioranza di Centrosinistra nei confronti dei baresi e, per di più, anche della Corte dei conti regionale, che attende risposte da questa amministrazione. Non parliamo soltanto dello spreco di risorse pubbliche per ogni consiglio comunale deserto, ma anche, e soprattutto in questo caso, delle importanti scadenze che erano all’ordine del giorno. Fra i tanti debiti fuori bilancio che passeranno alla storia per la mole in termini di numero e di dovuto, evidenzio che oggi avevamo un debito per oltre 752.000 euro che se non approvato comporta un ulteriore esborso per l’Ente”.

“In verità – sottolinea la Melini – temo che questa maggioranza di Centrosinistra abbia il timore, a ragion veduta, di approvare la delibera sulle misure correttive idonee a superare le criticità rilevate dalla Corte dei conti sui rendiconti di gestione 2012 e 2013. È al quanto inopportuno, infatti, chiedere al Consiglio di esprimersi favorevolmente sulla proposta di delibera sulla Corte dei Conti se, prima,  non viene trasmessa a tutti i Consiglieri anche la relazione del MEF, oggi negata, sull’ispezione effettuata proprio negli anni oggetto dell’interessamento dell’organo contabile regionale”.

E’ laconico il consigliere di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre. “Maggioranza che chiede nuovi assessori, la giunta debole e il Sindaco intento a candidarsi a presidente Anci, sono la cifra di una situazione paradossale. Povera Bari che merita altro.”

“Ci stiamo facendo inviare le località di vacanza dove stanno alloggiando i consiglieri di maggioranza per andare a recuperarli di persona. È una vergogna oltre che una mancanza di rispetto clamorosa nei confronti della città continuare ad ignorare le esigenze e la difficoltà dei baresi”, conclude infine con una battuta tra il serio ed il faceto il Consigliere Fabio Romito.

Dalla maggioranza, in un comunicato congiunto firmato dai capigruppo Marco Bronzini (Pd), Francesco Giannuzzi (Decaro Sindaco), Anita Maurodinoia (Iniziativa Democratica), Alessandra Anaclerio (Realtà Italia), Piero Albenzio (Bari Capitale) e Antonio Mariani (V.Capogruppo Decaro per Bari), si minimizza.

“La mancanza del numero legale – dicono – è da attribuirsi alla difficoltà di alcuni consiglieri di assicurare la propria presenza per l’intera durata del Consiglio. Vista la delicatezza e l’urgenza degli argomenti iscritti all’ordine del giorno, la maggioranza ha ritenuto più opportuno rinviare i lavori della seduta in seconda convocazione, già programmata nella giornata di domani 30 agosto, per consentire l’approvazione delle delibere nel rispetto dei termini previsti. Tale scelta ancora una volta è in sintonia con il senso di responsabilità politica a cui questa Amministrazione si è sempre ispirata”.

Ma Irma Melini non ci sta. “Trovo gravi e offensive la dichiarazione dei capigruppo di Maggioranza che non sapendo come spiegare le assenze politiche dei loro colleghi improvvisano una giustificazione che non fa onore a tutti coloro che credono che la rappresentanza istituzionale sia un dono, una vocazione e un dovere per chi ne è investito”.

“Sarebbe stato più dignitoso – sottolinea – tacere o ammettere che in seconda convocazione basterà un terzo degli eletti per approvarsi deliberazioni in scadenza. Ai baresi non solo l beffa dei costi di oggi del consiglio deserto anche l’insulto di una classe politica che si ritiene giustificata nell’assenza dal suo dovere istituzionale”.

Insomma, l’unica cosa certa è che domani all’ora di pranzo ci si ritroverà in Comune, con un numero legale molto inferiore, e con le polemiche che promettono di trasformare un caldo pomeriggio di fine agosto in una sauna politica. Peraltro su argomenti talmente delicati che meriterebbero, davvero, di essere trattati meglio, visto l’importanza che rivestono per l’intera comunità barese.

 

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