Bari, ucciso in strada per uno schiaffo sbagliato

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Bari, omicidio a due passi dal Redentore

Morire per uno schiaffo dato al ragazzino sbagliato nel momento sbagliato. Bari. Siamo nel quartiere Libertà, a due passi dalla chiesa del Redentore. Due giorni fa un ragazzo di 25 anni di origini albanesi è stato brutalmente freddato con un colpo di pistola al torace. Flori Mesuti, questo il nome della vittima, avrebbe fatto da paciere in un litigio tra ragazzini a due passi dal recinto del Redentore nel popolare quartiere barese.

Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Bari coordinati dal magistrato Baldo Pisano, hanno accertato che il fatto si sangue si è svolto poco dopo le 21 di venerdì sera. Il ragazzo sarebbe intervenuto in una lite in difesa di alcuni ragazzi intenti in una accesa e violenta discussione con altri ragazzini, alcuni sarebbero figli di pregiudicati della zona. Mesuti avrebbe, poi, dato uno schiaffo ad uno di loro e si sarebbe allontanato dal luogo della colluttazione.

Non è passato molto tempo, però, che la macchina della vendetta avrebbe fatto il suo corso. Il ragazzino avrebbe chiamato alcuni suoi parenti: in due, uno di loro armato con una pistola a tamburo, avrebbero raggiunto Mesuti. La vittima avrebbe tentato di fuggire, ma è riuscito a fare solo pochi metri prima di essere freddata da almeno tre colpi di pistola. Uno lo avrebbe colpito al cuore. Inutile la corsa verso il Policlinico dove, dopo poco, è giunta la morte.

“Quello che è successo ieri al giovane Flori Mesuti – ha commentato il sindaco di Bari Antonio Decaro – è inaccettabile, inumano. Io sono sconvolto e non posso accettare che nella mia città succedano cose di questo tipo. Fosse uno schiaffo, uno spintone o una parola un po’ più forte, un ragazzo di 25 anni non puo perdere la vita per aver cercato di sedare una lite tra ragazzini. Confido nella giustizia e spero che queste persone ricevano il trattamento che meritano”.

“Ma è anche – sottolinea il sindaco – la città che deve reagire. Non possiamo continuare a subire tutto questo. Non possiamo convivere con queste persone come se nulla fosse, li conosciamo, sappiamo chi sono, abitano nella porta accanto alla nostra e li salutiamo quando li incontriamo. E arrivato il momento di dire basta, di puntare il dito contro queste persone, si devono vergognare, devono sentire il peso dei nostri sguardi. Sguardi che devono toglierli la pelle dal corpo. Solo così riusciremo a liberare la nostra città da queste persone piccole che si sentono grandi e pensano di avere potere solo perché hanno una pistola in tasca. Io voglio dire basta e spero che tutti i baresi scelgano di dire basta insieme a me”.

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Redazione
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