La battaglia contro la cancellazione dei murales è finita: le opere restano

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Una delle opere che saranno preservate in città

Alla fine i murales rimarranno lì dove sono. Dopo un lungo braccio di ferro tra Soprintendenza e Comune di Bari, la spunta quest’ultimo, ottenendo dall’Ente preposto alla tutela dei Beni Architettonici e Paesaggistici l’autorizzazione al mantenimento in loco delle due opere create nel 2013 nell’ambito dell’evento di street art Fresh Flaneur; nello specifico il “trittico nicolaiano” realizzato da Ozmo continuerà a campeggiare all’ingresso del sottopassaggio di via Quintino Sella, mentre l’umanità stilizzata di Sam3 sarà ancora visibile sul timpano di uno degli edifici della Caserma Rossani in via Giulio Petroni.

Una vittoria per l’amministrazione e per il primo cittadino Antonio Decaro, che nelle scorse settimane si era opposto personalmente alla decisione della Soprintendenza di cancellare i due murales, rei di essere un’imbrattatura dei muri della città e che invece, secondo il sindaco, erano definitivamente entrati “a far parte dell’immaginario comune” dei baresi e da loro ben accettati.

A dare notizia del dietrofront della Soprintendenza è lo stesso Decaro, che sulla sua pagina Facebook scrive: “Ieri abbiamo ricevuto la nota […] con cui viene autorizzata la permanenza dei murales […]. Un’ottima notizia che non rappresenta la vittoria di qualcuno contro qualcun altro, ma il giusto riconoscimento a delle opere d’arte di cui oggi Bari può vantarsi sul panorama nazionale e internazionale”. E di seguito: “Sono molto soddisfatto di essermi fatto portavoce in questa vicenda e ringrazio la Soprintendenza per la disponibilità accordataci. Noi ci impegneremo a individuare gli strumenti e le risorse necessari per dare il giusto valore e risalto alle opere oggi esistenti”.

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Nicola Zito
Dottore di Ricerca, collabora presso la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Bari.

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