Berlusconi smentisce: Forza Italia non chiude

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Categorico il Cavaliere, si va avanti. Ma con quali prospettive e programmi?

L’amena idea di fondare i club col partito, già stoppata più volte da una classe dirigente in pieno reflusso gastrico alla possibilità di essere riciclata, non darebbe comunque nessun afflusso d’energie significativo visto che l’iniziativa non è stata poi così brillante.

Ma il rinnovamento non può essere fermato ed ecco che i “nuovi” volti televisivi scendono in campo. Il tridente mediatico a cui intende affidarsi l’ex premier, sono Giovanni Toti (Suo consigliere politico), Alessandro Cattaneo (Ex sindaco di Pavia, dei “formattatori”) e Stefano Caldoro (Presidente della Regione Campania) che addirittura, indiscrezioni dixit, potrebbe perfino essere il prossimo candidato Presidente del Consiglio in quota FI.

Messa in campo la formazione d’attacco, non è possibile non notare la mancanza di un’indiscutibile punta di ruolo come Raffaele Fitto nell’organigramma azzurro. “Lasciato in panchina”, proseguendo con le metafore calcistiche, l’unico capace di portare a casa oltre 300.000 preferenze sembra non essere una risorsa necessaria.

Ha un imperdonabile difetto il delfino pugliese: Fa politica.

Per B. è osceno che qualcuno all’interno del suo movimento canti noti dissonanti dal pensiero unico. Non conta la lealtà, la coerenza né la trasparenza. Non si può né si deve, uscire dal coro. E gli indifendibili avvenimenti degli ultimi giorni, ove l’ex Presidente della Regione Puglia è stato apostrofato con parole indegne, anche dal punto di vista umano, è il solco oltre il quale non è possibile più tornare ad una vita piana e parca nel partito.

Tuttavia, non me la sentirei di dare ogni torto al Cav., visto che in vent’anni queste pratiche sono sempre state ritenute ostili all’armonia del gruppo e nessuno, quando i risultati erano floridi, ostentava dissenso.

Comunque sia Forza Italia non può vivere nel passato e negli strali, ciò che è stato sarà utile a tutti per farsi un esame di coscienza. Oggi il minimo comun denominatore, dovrebbe essere, sopravvivere. Uno sforzo collettivo potrebbe risollevare le sorti, altrimenti, senza sforzo non sarà più influente sulla collettività.

 di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso

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