Bertinotti: il comunismo ha fallito

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“Questo mondo, il comunismo, è stato sconfitto dalla falsificazione della sua tesi e da un cambiamento della scena del mondo che possiamo chiamare globalizzazione e capitalismo finanziario. Nel momento in cui questa scena viene cambiata io penso che la cultura liberale, che è stata attenta più di me e della mia cultura, all’individuo, cioè alla difesa dei diritti dell’individuo o della persona, contro tutti i poteri economici e anche lo stato, questa cultura è indispensabile per intraprendere il nuovo cammino di liberazione”.

“Io appartengo a una cultura, faccio fatica a dirlo, che ha pensato che si potessero comprimere almeno per un certo periodo dei diritti individuali in nome di una causa di liberazione. Se dobbiamo per un certo periodo mettere la mordacchia al dissenso, e vabbè,  è il dissenso.”

Con queste parole possiamo affermare definitivamente che l’ultima pietra miliare di trasformazione e redenzione della sinistra italiana è compiuta. Che il vento avesse immutabilmente virato, lo si era capito già dall’avvento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Però pian piano tutte le roccaforti del dissenso al cambiamento stanno cadendo come Cattedrali bombardate dal futuro.

Oggi, con le parole di Bertinotti, davvero nessuno più s’indigna a definirsi liberale, nemmeno chi, quella cultura in epoca berlusconiana, l’ha con ferocia dissacrata, malmenata e contestata sino all’osso delle sue radici culturali, a loro dire, figlie del male.

In questo contesto, con una sinistra ormai matura e vicina alla socialdemocrazia, e il venir meno dei due storici blocchi che hanno contraddistinto gli ultimi vent’anni d’agone mediatico (berlusconiani ed antiberlusconiani) fare opposizione al renzismo per le destre diventa più difficile. Non basta più dire che mangiavano i bambini, ora bisogna condire di progetti concreti la propria proposta politica.

Tuttavia, almeno sul piano sociale e morale, possiamo dire che questa è una grande vittoria per l’alveo dei moderati e dei liberali. E ricordando le parole di un grande che fu:

“Quando vedrai la tua verità sorgere sulle labbra dell’avversario, devi gioire, perché quello è il segno della vittoria.” (Giorgio Almirante)

 

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
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